Incontro di ping-pong con Francesco Pannofino

L’attore interprete di “Boris-il film” è stato ospite alle Notti di Cinema a piazza Vittorio
di Mariangela Di Serio - 31 Luglio 2011

Continua la programmazione di film a “Notti di Cinema a Piazza Vittorio”. Giovedi sera, 28 luglio 2011 è stata la volta di “Boris- Il film” con Francesco Pannofino, Pietro Sermonti, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Giorgio Tirabassi, Antonio Catania, tratto dalla medesima serie tv “Boris”, andata in onda su Fox per ben due stagioni consecutive.

Il film uscito nelle sale italiane ad aprile, diretto e co-sceneggiato da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo ed interpretato dallo stesso cast della serie è una parodia del mondo cinematografico italiano. L’attacco alle società di produzione italiane e l’aspra critica nei confronti dei cinepanettoni sono solo alcuni dei temi trattati dal film.

Battute ironiche, doppi sensi e personaggi sui generis come il regista René Ferretti interpretato da Pannofino strappano risate al pubblico che appare molto divertito dalla pellicola e partecipa con curiosità all’incontro con l’attore ospite nello spazio dedicato al Ping-pong del Cinema Italiano previsto dalla kermesse.

Sorridente e disinvolto come sempre Francesco Pannofino si presenta e risponde alle domande del pubblico

Hai mai conosciuto un regista come René?

Diciamo che il personaggio di René riunisce un po’ tutti i registi con cui ho lavorato. Attraverso il suo personaggio vengono raccontate le cose più bizzarre che accadono nell’ambiente del cinema.

Alcuni personaggi sono ispirati a dei modelli reali, esempio Margherita Lioi è associata a Margherita Buy.

Sicuramente il personaggio di ‘Margherita Lioi’ fa parte di quel gruppo di attrici che esprimono insicurezza ed è facilmente associato a Margherita Buy.

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Nel film c’è una critica feroce ai cinepanettoni. Qualcuno si è arrabbiato?

Si sono arrabbiato solo coloro che non sono stati citati. Abbiamo preso gli aspetti più stravaganti di questo mondo. Raccontare come vanno le cose nel nostro paese, nonostante siamo un paese di bei cervelli purtroppo continua questo andazzo. Con il film abbiamo voluto dire che l’aspetto commerciale fa fare cose senza qualità. Di fronte al denaro accade questo.

Questo film arriva dopo tre serie televisive dove il cast è sempre lo stesso. Si è creato un clima particolare?

Durante le riprese del film si è creata un’atmosfera di amicizia lavorativa molto intensa. Tutti sono stati contenti di partecipare. I tecnici sono innamorati di Boris, io sono stato un po’ più fortunato perché ho fatto la parte del regista. Gli altri sono stati bravi a raccontare la parte degli attori.

A molti di loro si è cambiata la vita?

No, hanno avuto solo un salto di qualità nella loro carriera e nel cuore del pubblico

Per quanto riguarda la tua carriera, hai iniziato un po’ tardi a recitare.

Si, per molti anni il pubblico si è chiesto di chi fosse la voce di George Clooney e di Denzel Washington.. Io ho iniziato a fare il doppiatore a 19 anni, la possibilità di riprodurre la voce e le emozioni per il pubblico italiano mi dà una grande soddisfazione. Ho fatto anche molto teatro prima del cinema.

Hai mai incontrato di persona George Clooney, l’attore che più hai doppiato?

No, solo una volta ho parlato con lui, ma al telefono dove cercava di parlare in italiano.

E’ difficile fare il doppiatore?

C’è meno tempo per fare doppiaggio. Sono riuscito a sopravvivere tanti anni grazie al doppiaggio. Bisogna essere abili a far incollare la propria voce all’attore doppiato.

Hai fatto molti ruoli cattivi. Come mai?

Anche i cattivi hanno un buon successo di pubblico. Mi piace anche raccontare di loro.

Già con “Boris- La Serie”, ma anche con “Romanzo Criminale” c’è stato un miglioramento per quanto riguarda le serie televisive. Pensi che possa esserci una ripresa della fiction italiana?

Si, due belle serie italiane andate in onda su Fox e su Sky. Dipende molto da chi le scrive e da chi le dirige.

Stai girando un film per la televisione intitolato “Nero Wolfe” interpretato nello sceneggiato Rai degli anni ’70 da Tino Buazzelli.

La serie prodotta dalla Rai è ambientata negli anni ’50 a Roma (nell’altro film era New York), mentre le storie sono fedeli all’originale. Il personaggio dovrebbe pesare 150 kg, io ne ho presi solo 10 per ora. Il mio assistente sarà interpretato da Pietro Sermonti, con cui ho già lavorato in “Boris” e andrà in onda nella primavera 2012.

Boris ha alle spalle tre registi. Come funziona il lavoro quando i registi sono più di uno?

Sicuramente può capitare che ognuno di loro ti chieda di fare una cosa in tre modi diversi. Questo non è semplice, però hanno le idee ben chiare e sono persone in gamba con cui spero di lavorare ancora.

Originale, Pannofino conclude lui l’intervista chiedendo al pubblico di alzare la mano: “Chi di voi ha visto la serie? chi ha visto solo il film?…beh bravi siete tanti!!”


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