

Ennesimo problema: il muro è pericolante, strada chiusa. E i residenti, stufi, pensano a un comitato
1- La barriera rimossa in via De Zigno 2- L’avviso 3- Via De Zigno 4- Via Mesula
“Pericolo per pedoni, auto e veicoli a due ruote. Mura pericolanti altezza entrata scuola”. Con l’affisione di tale avviso, nella mattinata di venerdì 21 aprile, un delegato dell’ Istituto Tecnico Industriale “Meucci” ha provveduto alla chiusura di via De Zigno, in seguito alla segnalazione del pericolo di crollo del muretto che fiancheggia la strada, effettuata dal giardiniere che aveva provveduto a potare alcune erbacce. Il capolinea di questa strada della discordia.
Via Achille De Zigno, strada di proprietà del “Meucci” e in quanto tale provinciale come l’istituto, si trova alle spalle dell’ Ospedale Pertini e raccorda Via dei Monti Tiburtini con i palazzi di via Artini e via D’Achiardi. E’ nota ai più per il suo diametro irregolare che in alcuni punti raggiunge addirittura i 150 cm, motivo per il quale, sulla carta, è interdetta al traffico. Eppure la realtà è diversa: è percorsa quotidianamente da veicoli e pedoni, tra i quali centinaia di studenti del “Meucci”. La ribellione generale al divieto di transito ha radice nel fatto che la strada è l’unica alternativa per residenti e studenti a via Mesula. Ma anche via Mesula, che collega via Artini con via di Pietralata, è una strada dimenticata: nonostante le splendide e millenarie cave romane di tufo che fiancheggia, è stretta, senza marciapiedi né illuminazione, in forte pendenza, tortuosa e con pericolosissime curve cieche, all’imbocco delle quali occorre suonare il clacson o usare gli abbaglianti per evitare sinistri frontali.
Sembra quasi inutile aggiungere che non è idonea a sostenere da sola il flusso dei ragazzi del Meucci, del personale scolastico, dei veicoli di residenti e non.
Soluzioni? “O si adegua via Mesula o si allarga via De Zigno. Altrimenti ci chiudiamo anche noi con un cancello così non passa davvero più nessuno, neanche i mezzi di soccorso”. Così tuona un cittadino di via Artini, strada privata e pertanto chiudibile. “Ormai siamo stufi di questa situazione, – prosegue – sono anni che ci promettono soluzioni al grave problema di viabilità dell’area. Ora basta, ho già parlato con un po’ di persone: dobbiamo costituirci in comitato, la situazione va risolta subito e non ci bastano più le promesse.”
Difficile dare torto alla rabbia manifestata. Basta ricordare quanto successo nel febbraio 2005, da noi denunciato con prove schiaccianti (foto a margine, http://www.abitarearoma.it/giornale/febbraio1-05/-5-DeZigno.htm), quando un mezzo dei vigili del fuoco rimase bloccato in via De Zigno.
“I vergognosi 150 cm di diametro di Via De Zigno sabato 5 febbraio hanno bloccato un mezzo di soccorso. I vigili del fuoco, che fortunatamente non erano in emergenza, alle 17.10 hanno imboccato la strada, l’hanno percorsa per il tratto più largo e si sono bloccati nel tratto in cui il diametro stradale si restringe fino a misurare 150 cm. Uno dei due pompieri a bordo è dovuto scendere dal veicolo, porsi davanti al mezzo e istruire il conducente verso le giuste manovre per uscire dall’imbuto. Il tutto è durato all’incirca 10 minuti, tempo che sarebbe stato sufficiente per lasciar morire molte persone in un incendio. Come volevasi dimostrare”.
Il Presidente del V Municipio Ivano Caradonna, durante un’intervista rilasciataci a pochi giorni dal fatto, ci rassicurò così:
“La concertazione già c’è con la Provincia, per vedere la disponibilità a cedere questa strada all’Amministrazione Comunale. Le dico francamente, quando si parla di sicurezza pubblica l’unica cosa da fare è correre ai ripari chiudendo la strada. Esiste un problema di tempistica: qui c’è un problema di proprietà delle aree private, che non sono state espropriate dall’Amministrazione Comunale. Stiamo lavorando con la Provincia, in particolare con l’Ingegnere Daquanno e Daniela Monteforte, Assessore alla scuola. Ho dichiarato anche la volontà dell’Amministrazione Municipale di acquisire al patrimonio questa strada. Il fatto è che stiamo verificando con l’Ufficio SDO cosa siamo in grado di fare come. La Provincia non ha nessun interesse a tenere una strada di questo tipo. Il tavolo c’è, speriamo di trarre vantaggi in tempi rapidi. A questo punto mi convince più la chiusura della strada che altro. Quando una strada è chiusa si trovano alternative, si possono fare altre strade. D’altra parte c’è una controindicazione: chiudere una strada all’altezza del Meucci, che conosco molto bene essendo andati i miei due figli in quella scuola, significa renderla una zona off-limits, anche per quanto riguarda l’utilizzo della stessa strada nelle ore notturne. La sicurezza di chi torna a casa potrebbe essere messa a repentaglio. Stiamo lavorando con l’Ufficio SDO per trovare la collaborazione dei privati per realizzare quanto meno Via De Zigno, che tra l’altro ci aiuterebbe a distribuire il traffico tra Via Di Pietralata e Via dei Monti Tiburtini, senza essere più costretti ad arrivare fino a Via dei Durantini. Non voglio parlare di un problema di risorse, perché quando c’è un problema di sicurezza di questo tipo le risorse si trovano”.
Da allora tuttavia le risorse non sono state trovate e nulla è cambiato.
Via De Zigno, ma questo già si sapeva, è inserita nel progetto di riqualificazione della zona. Il Piano Particolareggiato del V Municipio, incluso nel Piano Regolatore Generale, prevede un allargamento della strada, con tanto di aiuole spartitraffico al centro per delimitarne le corsie di scorrimento. L’intera area rientra nel progetto (ex?) SDO (meglio “Campus universitario”, https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=1893) e la strada fiancheggerà oltre all’Istituto Meucci, il Parco Urbano dei Monti di Pietralata e alcune centralità locali.
E’ chiaro però che le calamità non aspettano i lavori previsti da un Piano Regolatore, né i residenti possono rimanere prigionieri.
Le strade per risolvere il problema sono due: o si chiude o si allarga via De Zigno. Ma non si può ovviamente chiuderla e basta: si deve contemporaneamente adeguare via Mesula, allargandola, rifacendo il manto stradale, montando pali a specchio in prossimità delle tortuose curve, dotandola di illuminazione e marciapiedi. Intanto però qualcuno ha già divelto la rete posta venerdì mattina a chiusura della strada. Magari semplicemente per poter tornare a casa.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.