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Mostra personale di quadri e sculture al Centro Commerciale “Primavera”

Fiamma ossidrica e pennello: gli utensili guidati dal talento artistico di Mario Grasso per dipingere e scolpire

30 quadri e 14 sculture sono esposte al pubblico e ai clienti del Centro Commerciale “Primavera” (v.le della Primavera) nei giorni dal 1 al 3 dicembre. Sono di Mario Grasso, pittore e scultore con 17 anni d’attività, conosciutissimo nel Sesto Municipio perché dirige la scuola di pittura del Centro Anziani del Casilino 23, ma apprezzato in altri quartieri di Roma e in numerosi luoghi e gallerie del Lazio e dell’Abruzzo ove sono state esposte le sue opere, sia in estemporanee sia in personali.


Ieri lavorava con la fiamma ossidrica nel reparto carrozzeria dell’ATAC.
Oggi, in pensione, Mario Grasso mette a frutto la sua capacità professionale nell’uso di questa ruvida tecnica, per plasmare il ferro,  l’ottone e il bronzo con il suo innato talento artistico.
Mani polivalenti e flessibili quelle possedute dall’artista, perché adatte non solo a trattare materiale duro, per scolpire, ma anche più delicato, come può essere un pennello per dipingere su tela. 


Avviciniamoci allora per contemplarli e descriverli pur se sommariamente, come ci obbliga a fare un articolo di cronaca.  
I soggetti rappresentati dalle 14 sculture, elaborate con saldature in ferro e ottone, senza stampo e fatte a mano, sono: giocolieri, animali, lottatori, una Pietà e alcune rappresentazioni del Cristo.
E’ evidente l’ispirazione alla natura di alcune opere: prevalgono infatti i richiami agli alberi (con sembianze umane) e ai suoi rami e foglie. Rami che spesso s’intrecciano impedendo la crescita dell’albero-uomo stesso. Come il caso di una scultura intitolata, appunto, “La sofferenza”.


In particolare, l’occhio del cronista è attratto da una originale sfera a forma di reticolato che imprigiona una donna costretta ad adorare la figura di un uomo. Mario Grasso, da noi intervistato, ci tiene a sottolineare, con questa scultura, il suo impegno nella denuncia dell’ ”Oppressione femminile” (questo, infatti, il suo titolo).  


I 30 quadri esposti (olio su tela), ci confermano la prevalente ispirazione dell’autore alla natura (marine, paesaggi, nature morte, animali), con una tecnica di pittura chiara, felice, estrosa e orientata alla scoperta della bellezza.


Alcuni dipinti, però, esprimono una novità stilistica particolare rispetto agli altri: quella del “colore su ombra”.
Quest’ultima curiosità, sicuramente, invoglierà di più i nostri lettori a visitare l’esposizione. 


Per contatti, tel. cell.: 3471154428  

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