

Lo stabilisce la sentenza n, 16711/2011 del Tribunale Civile
Anni ed anni con il soffitto del bagno ammuffito ed umido, se non gocciolante. Un proprietario che non ne vuole sapere di risolvere la situazione.
Una condizione di certo comune a molti inquilini.
Adesso è possibile richiedere anche il risarcimento del danno non patrimoniale alla salute, pur in assenza di accertamento medico-legale e per il solo disagio protratto nel tempo.
E’ quanto sancito dal Tribunale Civile di Roma, Sezione VI, in persona del Giudice Dott. Carlo Filadoro, con la sentenza n. 16711/2011, con la quale un grande ente pubblico proprietario di un enorme patrimonio immobiliare è stato condannato al risarcimento a favore di un proprio inquilino del “danno non patrimoniale … considerato il diritto alla salute costituzionalmente garantito e l’indubbio prolungarsi di situazioni disagevoli” a causa di infiltrazioni che avevano interessato il bagno, “evidentemente locale necessario per l’espletamento di una vita normale, il tutto a fronte di pagamento di canone di locazione”.
“In sostanza – precisa l’Avv. Federico Guidoni che ha patrocinato la causa – il Tribunale ha affermato il principio che il disagio prolungato nel tempo, rappresentato dall’abitare in un ambiente malsano per responsabilità altrui costituisce di per sé una lesione al fondamentale diritto alla salute. Si tratta di un risultato di grande importanza, quasi rivoluzionario, anche in considerazione che di situazioni come quelle oggetto della causa ve ne sono a migliaia nella città di Roma”.
La rilevanza della decisione del Tribunale Civile di Roma è rappresentata anche dal fatto che il risarcimento del danno alla salute è stato affermato a prescindere dall’accertamento della insorgenza di una patologia, ma sulla base della sola prova della sussistenza di una prolungata situazione di disagio.
Insomma, una sentenza che potrebbe rappresentare un pesante precedente.
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