Insediamenti abusivi in viale Etiopia

I residenti del quartiere Africano chiedono l’intervento del consigliere Massimo Inches per allontanare i senzatetto

Dopo l’ennesimo stupro accaduto la sera di San Valentino nel quartiere della Caffarella, i cittadini romani sono sempre più attenti a controllare quanto accade nei loro quartieri.

Nella serata di lunedì 17 febbraio, alcuni residenti del quartiere Africano hanno chiesto infatti l’intervento del consigliere Massimo Inches per denunciare un microinsediamento che avevano notato sullo spartitraffico della Tangenziale Est, in corrispondenza di viale Etiopia, sotto il ponte della via Nomentana. Secondo quanto dichiarato dal consigliere, lo spettacolo era “degno delle peggiori favelas brasiliane”, con panni stesi, immondizia ovunque, cartoni, stracci, carrelli dei supermercati e, distesi su due materassi, due uomini che dormivano, protetti da alcune coperte, “completamente ubriachi, tanto da poterli fotografare alla distanza di un metro, senza neanche accorgersi degli scatti del flash della macchinetta digitale”. Secondo Inches la zona, che è completamente isolata e accessibile dal ponte Nomentano da una scala, è invisibile dall’esterno e potrebbe diventare “una trappola per chiunque vi dovesse essere trascinato. Eventuali invocazioni d’aiuto sarebbero, tra l’altro, coperte dal rombo delle auto che transitano sulla Tangenziale Est”.

“Fa ancora più rabbia – sottolinea il consigliere – che poco distante c’è la Stazione Nomentana, presidiata dai militari i quali devono rimanere a fare i piantoni. Eventuali aggressioni, quindi, potrebbero verificarsi proprio in un luogo dove i residenti si credono sicuri”.
In varie occasioni, si legge in una nota, è già intervenuta nello stesso luogo la polizia municipale del II Gruppo dove, con l’ausilio di quattro autocarri dell’Ama, avevano rimosso un precedente insediamento.
“Visto il ripetersi di queste situazione di rischio per i nostri concittadini – suggerisce Inches – è necessario creare una task force tra le forze dell’ordine di rapidissimo intervento e che agisca su segnalazione dei cittadini con l’istituzione di un numero verde gratuito, in funzione 24 ore, proprio per eliminare questi piccoli ma pericolosi insediamenti”.

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