

Veronesi torna a raccontare vizi e virtù degli italiani in una nuova commedia dolce-amara
"Gli italiani sono il popolo che suona più di tutti al metal detector", il sondaggio del New York Times apre il primo dei due episodi ambientati all’estero, nel corso di viaggi “d’ affari”.
Per Fortunato (Sergio Castellitto), uno scaltro camionista e trafficante di Ferrari, è arrivato il momento di abbandonare il proprio lavoro e dedicarsi alla famiglia. Decide, per questo, di affrontare l’ultimo viaggio in Arabia Saudita, in compagnia del giovane Marcello (Riccardo Scamarcio), colui che dovrà ereditare la sua esperienza.
Il protagonista del secondo episodio è, invece, Giulio (Carlo Verdone) un luminare nel campo dell’odontroiatria a S. Pietroburgo per una convention di lavoro. In depressione dopo l’abbandono della moglie, Giulio viene convinto da un suo amico e collega di lavoro ad associare il viaggio alle distrazioni sessuali, organizzate da un pittoresco organizzatore di appuntamenti “a luci rosse”(Dario Bandiera).
Ma niente va come dovrebbe andare. Né per Fortunato, che immaginava un viaggio meno avventuroso e, soprattutto, con meno colpi di scena, nè per Giulio, il quale si trova coinvolto, da subito, in una serie di divertenti equivoci che metteranno, addirittura, a repentaglio la sua vita.
Senza infamia e senza lode la commedia di Veronesi. Nonostante il poco spessore dei personaggi e degli episodi raccontati, il regista riesce, comunque, nell’intento di strappare qualche risata al pubblico cinematografico e trasmettere quel comune denominatore degli Italians: l’umanità e la generosità, nonostante stereotipi e apparenze.
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