

La commissione incaricata di valutare le proposte è pronta a riunirsi il 28 aprile per esaminare le 39 offerte. Se non emergeranno criticità, l’assegnazione potrebbe avvenire in tempi rapidi
La risposta del mercato spazza via i dubbi delle ultime settimane: il progetto dei chioschi urbani prende quota e rilancia l’idea di una socialità più ordinata e diffusa.
Sono 39 le candidature arrivate per gestire i 16 punti ristoro messi a bando dal Municipio IV, un risultato che segna una netta inversione di tendenza dopo lo stop forzato che aveva rischiato di bloccare tutto.
L’iter, infatti, aveva subito una brusca frenata a marzo, quando l’avviso pubblicato a febbraio era stato ritirato in autotutela. A far scattare l’alt era stata una criticità legata ai requisiti di regolarità contributiva: le clausole previste non erano allineate alle più recenti disposizioni regionali. Un errore che avrebbe potuto esporre l’intera procedura a contenziosi.
Da qui la scelta di rimettere mano al bando, correggere le incongruenze e riaprire i termini fino al 16 aprile. Una revisione che ha permesso di salvare l’impianto del progetto e, soprattutto, di riattivare l’interesse degli operatori.
Le nuove strutture sorgeranno in nodi strategici del territorio, tra aree verdi, piazze e snodi della mobilità: via Pergola, piazza Ambrosini, il Parco Petroselli e piazza Giovanni Spadolini, a ridosso della stazione Tiburtina.
Luoghi attraversati ogni giorno da residenti e pendolari, scelti non solo per la loro visibilità ma anche per il bisogno di servizi.
L’idea alla base va oltre la semplice somministrazione di cibo e bevande. I chioschi sono pensati come elementi di presidio, capaci di contribuire al decoro e alla sicurezza grazie a una presenza costante e organizzata. Una strategia che punta a contrastare il degrado attraverso la frequentazione e la cura degli spazi.
Per alcune aree considerate più attrattive, come Piazza Smart e il Parco dell’Acqua Virgo, è previsto un canone leggermente più elevato — 1.739 euro annui — rispetto alla base di 1.589 euro.
Adesso si entra nel vivo. La commissione incaricata di valutare le proposte è pronta a riunirsi il 28 aprile per esaminare le 39 offerte. Se non emergeranno criticità, l’assegnazione potrebbe avvenire in tempi rapidi.
L’obiettivo è chiaro: arrivare all’estate con i primi punti ristoro operativi, restituendo vitalità a spazi troppo a lungo trascurati. Una prova concreta per misurare l’efficacia di un modello che punta a coniugare servizi, sicurezza e qualità della vita urbana.
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