

Fatti e misfatti di giugno 2013
La caduta da cavallo di Niki Vendola
“Matteo Renzi – va dicendo in giro, da qualche giorno, il “leader” di “Sinistra ecologia libertà”, Niki Vendola – è una risorsa per il centrosinistra… perché ha la forza di incarnare la rottura generazionale di cui ha bisogno il Paese”.
Matteo Renzi, dunque, sempre più straordinario. Al punto da cominciare a fare, ora, perfino i miracoli. Come, appunto, il miracolo di avere convertito un infedele il quale, fino a qualche giorno fa, andava invece dicendo, di Matteo il rottamatore, “è solo un giovanotto spavaldo con una crisi di nervi… è un uomo che non ha la cultura del rispetto delle regole… in lui c’è la marcata adesione a modelli che devono essere invece distrutti”. Niki Vendola, insomma, caduto da cavallo sulla via di Firenze come Saulo sulla via di Damasco? Solo che il folgorato Saulo – come narrano gli “Atti degli apostoli” – fu uno strumento di Dio per iniziare la conversione dei “gentili” al cristianesimo. Di chi è invece strumento, Niki Vendola, per iniziare la conversione dei pd al “renzismo”?
Antonio l’autoesodato
“Me ne vado dalla Magistratura – si è indignato Antonio Ingroia – perché sono estraneo alle logiche politiche del Consiglio superiore”.
Ma come? Quelle logiche politiche che lui ha sempre approvato e avallato ora gli sono improvvisamente estranee? Sarebbe interessante saperne di più. Come sarebbe interessante sapere, ora che non prenderà più lo stipendio di magistrato e ora che non potrà ancora prendere alcun finanziamento dallo Stato perché non ancora ufficializzata la sua nuova creatura politica “Azione civile”, come e di che – pover’uomo – sarà costretto a vivere. Autoesodatosi, insomma, chi lo aiuterà?
Ancora il “lei non sa chi sono io”
“Quando Mario Ferrara, eletto nelle liste di “Grande Sud”, si è visto contestare, da due agenti, la mancata revisione dell’auto e la mancata esposizione dello scontrino comprovante l’assicurazione – è accaduto a Palermo – è scattato un “Sono un senatore della Repubblica ed esigo il saluto militare”.
Le cronache non riferiscono se i due agenti lo abbiano salutato militarmente. Riferiscono però, per fortuna, che lo abbiano multato per duecento euro. Anche sapendo chi era lui. Bravi.
Giustizia è fatta
Quando una pensionata sola di 80 anni è stata sorpresa con una confezione di carne nascosta in borsa per non pagarla – è accaduto a Genova – si è giustificata dicendo di arrivare a stento ad acquistare il pane e il latte, ma è stata ugualmente denunciata dal supermercato e il giudice l’ha condannata, per furto aggravato, a due mesi e 20 giorni di reclusione”.
Per il povero supermercato e per il rigoroso giudice, dunque, giustizia è fatta. Ma per la pensionata sola di 80 anni la quale è costretta a rubare per non morire di fame?
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