La Capitale rimane orfana del Salone Margherita

Il 30 settembre la Banca d'Italia ha chiuso i battenti dello storico teatro di via Due Macelli
Maria Giovanna Tarullo - 12 Ottobre 2020

E’ davvero un momento nero per il mondo dello spettacolo. A mettere i bastoni tra le ruote non solo il tragico periodo storico che stiamo vivendo a causa del Covid-19, ma anche un’importante crisi economica del settore.

Ultimo in ordine cronologico a soccombere a questa situazione è stato il Salone Margherita, lo scorso 30 settembre la società “Cinema Teatrale Marino & C” – costituita nel 1920 dai fratelli Marino – ha restituito lo storico teatro a due passi da Piazza di Spagna alla Banca d’Italia.
Quest’ultima, attuale proprietaria dell’immobile, è già da un paio d’anni che tenta di venderlo senza successo, adesso ha deciso definitivamente di non concedere il rinnovo del contratto d’affitto alla suddetta società.

“Salone Margherita”: il primo cafè-chantant della Capitale 

Il Salone Margherita rappresenta da sempre la “Casa del Varietà” nella Capitale.
All’apertura nel 1898 i fratelli Marino gli diedero il nome di “Teatro delle Varietà”, cambiato dopo poco in Salone Margherita per omaggiare la regina Margherita di Savoia.

Grazie al suo stile liberty ed alla presenza sul palcoscenico dei più importanti artisti dell’epoca, il Salone Margherita non aveva nulla da invidiare ai café-chantant parigini accogliendo ogni sera ai suoi tavoli i personaggi della Roma bene.

Nella prima metà del novecento il prestigioso Teatro ha accolto nomi come Ettore Petrolini, Leopoldo Fregoli, Aldo Fabrizi, Totò, Lina Cavalieri, la Bella Otero ed addirittura Filippo Tommaso Marinetti con spettacoli dedicati al movimento futurista.

“Salone Margherita”: il successo del Bagaglino

Facendo un balzo in avanti nel tempo, un’altra era d’oro del Salone Margherita è stata quella in cui ha iniziato ad ospitare la compagnia teatrale del “Bagaglino”, fondata da Pier Francesco Pingitore. Dagli anni ’70 agli anni ’90 il Teatro è divenuto famoso per gli spettacoli televisivi tra Rai e Mediaset che vedevano protagonisti comici di successo come Pippo Franco, Oreste Lionello, Leo Gullotta e molti altri, che con imitazioni e satira hanno fatto le pulci alla politica italiana legata alla Prima Repubblica.

Ad affiancarli sul palco aspiranti showgirl e prime donne, per citare le più conosciute Valeria Marini e Pamela Prati. 

Nonostante il “Bagaglino” abbia poi smesso di essere presente nei palinsesti televisivi, non ha mai lasciato il Salone Margherita mettendo ancora in scena spettacoli apprezzati da pubblico e critica.

E’ giusto ricordare che in questi ultimi anni il Salone Margherita rimanendo fedele alla sua natura è stato un palcoscenico significativo per la scena Burlesque in Italia, grazie agli spettacoli prodotti ed organizzati dal Micca Club permettendo al pubblico di assistere alle esibizioni delle burlesque performer più importanti della scena a livello mondiale.

“Salone Margherita”: l’appello di Pingitore

Per questo che Pier Francesco Pingitore ha lanciato un appello: “Sto lavorando sul nuovo spettacolo convinto che quando usciremo da questa brutta avventura del Covid, presumibilmente nella primavera 2021, potremo tornare a calcare il palcoscenico del Salone. Il solo pensare che il “Margherita” possa non riaprire i battenti mi sembra inconcepibile.

Sarebbe un’offesa grave alla cultura, allo spettacolo, alla sensibilità degli spettatori – continua il regista – che in centinaia di migliaia dal vivo ed in milioni attraverso la televisione hanno apprezzato questo luogo splendido, consegnato ormai da molti anni alla storia del costume e all’affetto dei romani.
Un’istituzione come la Banca d’Italia, tra le maggiori dello Stato italiano, non può, e certamente non vorrà, chiudere in faccia al pubblico le porte di un luogo così caro ed amato, incastonato con il suo splendore architettonico e decorativo nel corpo vivo di Roma.
Sarebbe grave, ripeto. Ma certamente non sarà. Non potrà esserlo”.

A scendere in campo per la salvezza del Salone Margherita anche la showgirl Valeria Marini che ha affermato: “Il sogno non può finire. Il Salone Margherita deve continuare a esistere, il suo palcoscenico può ancora regalare sorrisi, emozioni e sogni. I riflettori si devono riaccendere sugli spettacoli di Ninni Pingitore, che ha creato straordinari show di satira inventando un genere tutto italiano.
Come l’ultimo andato in scena, “La Presidente”, di cui sono stata protagonista insieme a tutta la compagnia stellare del Bagaglino e che è andato in scena per mesi, raccogliendo un grande successo sia in teatro sia in tv con Mediaset. Da quando è scoppiata la pandemia abbiamo passato momenti terribili: il teatro potrà aiutarci a riscoprire emozioni e felicità. Viva il salone Margherita!!”


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