La Carovana arriva al ‘Pratone’ Di Torre Spaccata

Al centro della manifestazione-festa popolare la revisione delle 'centralità' nella periferia orientale e il diritto all’abitare
di A. P. - 25 Maggio 2009

Alle 10 di sabato 23 maggio la "carovana cittadina" dei comitati di quartiere-associazioni-movimenti di lotta per la casa, ha raggiunto la Biblioteca ‘’Rugantino’’ di Torre Spaccata. Durante un’assemblea di cittadini molto partecipata la dott.ssa Patrizia Ierardi ha illustrato con apposite diapositive la storia archeologica del ‘’Pratone’’, la sua naturale continuità con il Parco Archeologico di Centocelle.

Poi con una biciclettata ci si è spostati a via Buonamici davanti al supermercato Pewex dove altre decine di cittadini nel frattempo avevano occupato l’area limitrofa del ‘’Pratone’’, ripulendola delle erbacce e allestendo un piccolo punto ristoro. Qui si è svolta la manifestazione politica e la ‘Festa popolare’ sotto un sole caldissimo i cui dardi erano appena attenuati dai gazebo allestiti dagli efficientissimi ragazzi di Action.

Insomma è stata una giornata bella e importante perché è servita a riaccendere i fari sulla questione della ‘’Centralità urbana metropolitana’’ di Torre Spaccata e sulla lotta contro la speculazione edilizia in uno dei luoghi simbolo delle battaglie anticementificatorie di questi ultimi anni.

Nel contempo gli organizzatori, comitati di quartiere-associazioni-movimenti di lotta per la casa, hanno riproposto, partendo da questa ‘’centralità’’, la questione di una revisione del PRG nel quadrante orientale che valorizzi le ‘’centralità’’ pubbliche di Tor Vergata, Pietralata, Ponte Mammolo trasferendo lì funzioni pregiate oggi presenti in modo sovrabbondante nel centro storico, servizi e utilizzando una quota parte degli 820 ettari complessivi per la costruzione di case pubbliche a basso costo per fronteggiare l’emergenza abitativa. Insomma una grande opera di trasformazione e non di ulteriore espansione cementificatoria della città. Il ‘’Pratone’’, su cui sono previsti 600.000 mc. di cemento, va salvaguardato e trasformato, azzerandone le cubature, in un grande parco archeologico in continuazione con quello di Centocelle. Anche questa sarebbe una ‘’centralità’’, una grande ‘’centralità’’ ambientale, archeologica, culturale. Pilastro portante della riqualificazione della periferia orientale. Chi l’ha detto, infatti, che ‘’centralità’’ debba per forza significare edificazione cementificatoria? Può essere, per la funzione di riequilibrio ambientale e culturale, anche un grande Parco urbano come, appunto, quello di Centocelle-Torre Spaccata di 184 ettari sito nel bel mezzo di quartieri densamente edificati sorti durante il grande ‘’sacco di Roma’’ speculativo a cavallo fra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.

Insieme alla valorizzazione delle ‘’centralità’’ pubbliche la manifestazione ha riproposto con forza la cancellazione di quelle private e puramente speculative come quella di Romanina, sempre più incomprensibile dal punto di vista dell’interesse pubblico comprensibilissima invece dal punto di vista degli interessi privati.

E’ in questo quadro complessivo, si è detto, che va affrontata e risolta la questione urgente ed acuta dell’emergenza abitativa e, più in generale, del diritto all’abitare. Venerdì scorso il problema era stato riproposto con l’occupazione di uno stabile abbandonato di proprietà di Coppola alla Romanina. Gli occupanti, fra cui donne e bambini, erano stati poi sgomberati nel pomeriggio da ingenti forze di polizia.

La necessità di case a basso costo può essere risolta partendo dal patrimonio pubblico: aree come quelle delle ‘’centralità’’ pubbliche esistenti e gli edifici pubblici dimessi come le ex caserme nel quartiere Prati o la grandissima area militare a Tor Sapienza. Inoltre c’è il patrimonio statale che verrà trasferito dallo Stato al Campidoglio in ragione della legge sul federalismo che istituisce il distretto di ‘’Roma capitale’’. Un patrimonio immenso, in gran parte dentro la città consolidata da cui ricavare case e servizi per i quartieri circostanti senza bisogno di consumare altro territorio nell’agro romano e senza sottoporsi alla tagliola della rendita speculativa.

Il diritto all’abitare può essere risolto riportando la gente a ripopolare i quartieri del centro storico e quelli della prima periferia che si stanno svuotando a causa dei fitti e dei costi degli appartamenti altissimi. Invertendo la tendenza ad allungare sempre più la città verso la campagna romana con la creazione di periferie sempre più lontane, sempre più degradate senza qualità e senza funzioni.

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Queste cose semplici e comprensibili ha voluto dire il viaggio della ‘’carovana’’ nei nostri quartieri. Un viaggio che si concluderà in una grande manifestazione cittadina il 12 giugno. E gli amministratori che dicono? Il Campidoglio tace oppure sforna idee, come quelle della cosiddetta ‘’commissione Marzano’’, assai deludenti e superficiali, alcune delle quali sono un vecchio riciclaggio di idee sbagliate delle vecchie giunte di Rutelli e Veltroni. Ma in materia urbanistica non si tratta solo di idee si tratta di interessi formidabili finanziari e speculativi a cui occorre sottrarre il destino della città. ‘’Riprendiamoci la città che è un bene comune’’ diceva uno degli slogan della carovana e sabato i cittadini, anche se solo per qualche ora, si sono ripresi un pezzo del ‘’Pratone’’ di Torre Spaccata in attesa di riprenderselo tutto.


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