La casa della notte

La pièce festeggia i quarant'anni del Teatro Spazio Uno
di Giulia Ricci - 13 Maggio 2009

Dal 13 al 17 maggio sarà in scena al Teatro Spazio Uno, vicolo dei Panieri 3, lo spettacolo “La casa della notte”. Scritta e diretta da Manuela Morosini, la pièce festeggia i quarant’anni di attività del teatro ormai storico a Trastevere e vede la partecipazione della cantante Barbara Eramo e di Elsa Piperno; sul palco Paolo Zuccari, Luca Mancini, giovani attori allievi e diplomati di varie scuole di recitazione.

In scena una donna ed i suoi volti, interpretata dalla Morosini, a volte cattiva, a volte buona, con una famiglia dalle fondamenta incerte e circondata da una realtà a lei inadeguata forse anche perchè volgare, che genera odio, rabbia e paura; la prima regia per la Morosini, la quale nel festeggiare i tanti anni del teatro da lei stessa fondato, ricorda tutto un altro mondo, una realtà che incominciò proprio dopo i suoi studi all’Accademia Silvio D’amico e le sue preziose conoscenze con Dario Fo e Franca Rame.

Trastevere era più che mai un luogo magico, mai grigio, uno specchio che rifletteva immagini di stalle e stallieri, di cavalli e carrozze, di comizi organizzati da Gian Maria Volontè in difesa delle case degli abitanti del quartiere prese di mira da miliardari stranieri, come se questi ultimi e non solo, avessero colto l’atmosfera particolare del posto e la volessero gustare, stravolgendola inevitabilmente però.

L’aria ospitava suoni che arricchivano Trastevere: dalle esibizioni canore sui gradini della fontana di Santa Maria agli scontri ideologici, dalle esultanze dei turisti che intrepidi riuscivano a non farsi scippare, allo sfogliare di libri con le pagine offuscate dal fumo di qualche spinello.

Ed è in questo sapore che Manuela mosse i primi passi verso la messa in scena di produzioni come “Il bagno” di Majakowskij al fianco di Carlo Cecchi.

Il teatro Spazio Uno, presentato su volantini con massime di Mao divenne dopo vent’anni sede di sperimentazioni che portarono in scena rappresentazioni come la “Medea” di Heiner Muller e “L’Alcesti” scritto da Elio Pecora per la Morosini, la quale ripensa a tutto ciò con molta emozione.

La lista di autori contemporanei amati e per questo messi in scena è lunga, spazia da Muller a Kafka, da Céline a Carlos Fuentes, Alberto Innaurato, Le Roy Jones e Fassbinder fino ad approdare ad autori italiani come Pecora, Calasso, Siciliano, Manfridi, Zapponi, Reim, passando anche per scrittrici come Griselda Gambaro, Marina Cvetaeva, Elizabeth Egloff, Ljudmila Razumovskaja.

Un pensiero speciale va a tutti i giovani registi scritturati e aiutati mai abbastanza, secondo la la fondatrice del teatro,che restano ricordi intensi insieme all’autore Thomas Bherard, rappresentato dalla Morosini con “la brigata dei cacciatori” e il suo tentativo per “ La festa di Boris” , testo sul quale Manuela ha lavorato tanto per una anno, ma che ancora rimane un progetto a lei caro.

Adotta Abitare A

Quest’ultimo autore rivive anche nella “casa della notte”, attraverso le sue citazioni.

Il tempo è passato e scorrendo via ha portato molte cose con sé, trattenendole e cambiando le realtà ed i suoni.

Ma c’è un posto a Trastevere dove lo specchio dei ricordi è ancora lucido e vivo,un posto dove non si è ancorati a ciò che fu soltanto ma anche al domani e ai progetti che il futuro porterà.

Passato e futuro si incontrano in quel luogo dal sapore nostalgico e vivace, un teatro per l’esattezza.

Che ha resistito alla chiusura di molti altri come lui sperimentali e che ora li rappresenta.

Quel teatro è lo Spazio Uno, che oggi festeggia il passare consapevole del tempo.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti