

Al Teatro ‘La Fonte di Castalda’ in Via di Monteverde n. 57/A nel XVI Municipio
L’Associazione culturale TeatroStudio2 presenta la compagnia teatrale “Arieccoli” in ‘Er Monno Rassomija a ‘n Pallone’. Questo il titolo della commedia in due atti, messa in scena, per tre weekend e finita il 18 maggio 2008, al teatro La Fonte di Castalda in Via di Monteverde n. 57/A nel XVI Municipio.
La trama del ‘Er Monno Rassomija a ‘n Pallone’ è stata tratta da quattro racconti del libro ‘Modulo d’Attacchi’ di Stefano Betti edito da Carmine Mario Muliere Editore, con la sceneggiatura di Massimo Galli, Stefano Betti e con la regia di Massimo Galli.
L’Associazione culturale TeatroStudio2 ha come obbiettivo principale la rappresentazione di testi teatrali in dialetto romano, nonché manifestazioni artistiche di espressione varia con il fine di mantenere viva la tradizione culturale della nostra città sempre più minacciata, soprattutto nella lingua, dalla presente tendenza anglofona, tanto cara e indispensabile alla nuova economia nazionale e mondiale. Tradizione e spettacolo sono diventati dei punti fermi dell’Associazione e il Teatro è il mezzo più idoneo per perseguire il loro obiettivo..
“La compagnia teatrale Arieccoli, costituita con attori rigorosamente dilettanti, nella sua quinquennale carriera è ormai diventata il braccio operativo dell’Associazione TeatroStudioDue.
La compagnia teatrale “Arieccoli”- ci racconta con passione Paolo Barbuti, presidente dell’associazione teatrostudiodue – ha rappresentato, davanti ad ogni sorta di pubblico, quella “romanità” a me tanto cara, quei personaggi veri e quelle situazioni, che pur non volendo, viviamo e vediamo quotidianamente.”
“Quanta strada e’ stata fatta – continua Paolo Barbuti – da quel lontano 1998 dove con molta incoscienza e con tanta buona volontà, è stata portata in scena “’A Piazzetta”, la cui storia s’immerge nel microcosmo quotidiano rionale della Roma degli anni “cinquanta” elaborando intrecci di situazioni comiche strettamente controllate soggiogate dal sempre presente fatalismo, arbitro parziale della vita della povera gente.
In quel periodo facevamo tutto da soli: tagliavamo e dipingevamo i pannelli per le scenografie, sistemavamo vecchi abiti per creare i costumi di scena, frequentavamo Porta Portese per rimediare le suppellettili di scena, ci arrangiavamo con foto artigianali e fotocopie nei materiali promozionali e il pubblico veniva reclutato con l’intramontabile arte del passaparola. In tanti anni – conclude il presidente dell’associazione teatrostudiodue – abbiamo avuto la fortuna di lavorare e collaborare con tante persone, da alcune delle quali abbiamo imparato cosa fare, e da altre cosa assolutamente evitare; ci siamo trovati a vivere le situazioni più impensate e a confrontarci con le persone più disparate, ma una cosa non ci ha mai abbandonato: l’entusiasmo e quel divertimento puro di fare teatro.”
Per informazioni:
L’Associazione Culturale “TeatroStudioDue”
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