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La Digos nel IX, X e XI municipio per i documenti sulle requisizioni degli appartamenti

Il presidente dell'XI Catarci è “convinto che l’assenza di elementi di dolo verrà confermata”

Andrea Catarci, Sandro Medici e Susanna Fantino, presidenti rispettivamente dei Municipi XI, X e IX saranno indagati per “abuso d’ufficio” dopo aver emesso, l’11 ottobre scorso, le ordinanze di requisizione temporanea di oltre 200 appartamenti.
La Digos, Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato, si è recata la mattina del 22 ottobre presso gli uffici delle presidenze dei tre municipi in questione per analizzare la documentazione necessaria.
“Malgrado pochi giorni fa la Cassazione, per mancanza di dolo, abbia confermato il ‘non luogo a procedere’ nei confronti di Sandro Medici per le ordinanze di requisizione emesse nel 2005, si è ritenuto opportuno aprire un nuovo procedimento per ‘abuso di ufficio’ e ‘usurpazione di funzioni pubbliche’, di cui agli art. 323 e 347 del Codice Penale. A breve, con ogni probabilità, saranno iscritti nel registro degli indagati i tre presidenti che hanno emesso le ordinanze, Fantino, Medici e il sottoscritto”, ha dichiarato Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, che si è difeso appena ricevuta la notizia dagli agenti della Digos, intervenuti su mandato dei Pubblici Ministeri Palaia e Vitello.
“Le ordinanze di requisizione sono state l’extrema ratio per i tre presidenti, l’unico modo per fare qualcosa di concreto per tutelare le fasce deboli di fronte alla dilagante emergenza abitativa – ha spiegato Catarci – Altri strumenti di intervento non ci sono, almeno in questo modo gli inquilini continueranno a pagare l’affitto prestabilito, in attesa che si realizzino i programmi di edilizia residenziale pubblica e le altre misure di sostegno previste”.

Il provvedimento, dunque, sarebbe straordinario e temporaneo e giustificato dalle condizioni dei più disagiati. “Tante persone fragili sotto il profilo socio-economico e non di rado con problemi di salute, che non sono in grado di misurarsi con il mercato immobiliare, avrebbero corso il rischio di ricevere la visita di ufficiali giudiziari e forza pubblica – ha continuato il presidente del Municipio XI – Non va dimenticato, poi, che il perseguimento di una soluzione per famiglie prive di casa o a rischio di diventarlo risponde ad una esigenza indiscutibile, oltre che ad un dovere istituzionale, in quanto l’ampliamento dell’area del disagio e dell’emergenza abitativa mette a dura prova la stessa tenuta sociale, di Roma come di altre città”.
La scelta delle requisizioni degli appartamenti è stata quindi scelta dai tre presidenti dei municipi in “assoluta mancanza di alternative”, tanto che lo stesso Catarci si dichiara “convinto che l’assenza di elementi di dolo verrà confermata”.

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