La Fonderia delle Arti tiene sempre fede al suo nome

Nello spazio polifunzionale di via Assisi, un lavoro teatrale dell'autore contemporaneo José Sánchez Sinisterra

La “Fonderia delle Arti” è uno spazio polifunzionale dove diverse espressioni artistiche (musica, teatro e fotografia) si incontrano e si fondono insieme in un unico ambiente.

Ideato da Maurizio Boco, Andrea Polinelli, Massimo Santorelli e Giampiero Ingrassia, figlio dell’indimenticato Ciccio, la Fonderia accoglie, dal 27 marzo fino al 6 aprile, ¡Ay, Carmela!, il testo più conosciuto del noto autore teatrale José Sánchez Sinisterra.

Spagnolo di Valencia, Sinisterra, drammaturgo contemporaneo, ha raggiunto il successo di pubblico proprio con questa pièce andata in scena in Spagna nel 1987, con Veronica Forqué come protagonista, e da cui Carlos Saura trasse una fortunata versione cinematografica nel 1990, interpretata da Carmen Maura e Andrés Pajares. Un anno dopo il primo adattamento italiano, andato in scena a Firenze per la regia di Angelo Savelli.

La storia si sviluppa in un disadorno teatro abbandonato, situato in Aragona, regione settentrionale della Spagna, nel 1938, durante la guerra civile. Il protagonista, Paolino, interpretato da Fabrizio Sabatucci, tenore fallito, nonché intrattenitore di varietà e petomane per necessità, dopo l’assassinio di Carmela (Silvia Mazzotta), sua compagna di vita e di scena, vive, solitario e sconfitto, sul palcoscenico polveroso dove ha tante volte duettato con il suo amore. Un amore perso definitivamente proprio su quel palcoscenico, insieme al senso della propria vita.
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Ma nello spazio magico del teatro, Paolino, in un commovente sogno rigeneratore, incontra Carmela e con lei rivive il loro ultimo spettacolo. I due commedianti di provincia, filo-repubblicani, fatti prigionieri perché entrati inavvertitamente in zona franchista, per salvare la pelle sono costretti a recitare un testo che irride all’ideale repubblicano, davanti a militari nazionalisti e a prigionieri delle Brigate Internazionali destinati ad essere fucilati il giorno seguente.

Sinisterra, attraverso le vicende di questi due artisti, rappresenta la tragedia collettiva della guerra civile vissuta dal popolo spagnolo. L’autore sottolinea l’aspetto onirico e universale, raccontando l’infamia di tutte le guerre, e rende omaggio alla dignità degli artisti e di tutta la gente che vive alla giornata. Persone semplici che, seppur travolte da eventi molto più grandi di loro, conducono la propria esistenza con encomiabile senso del dovere ribadendo i limiti di una dignità personale da non oltrepassare, anche a costo di rimetterci la vita.

Il testo di ¡Ay, Carmela! è stato tradotto da Antonella Caron. La regia è di Mauro Mandolini, il quale ha dichiarato, in merito al suo lavoro di adattamento, di aver rinunciato all’intervento della fonica e a qualsiasi tipo di apporto esterno, concentrandosi sulla recitazione degli attori e sullo spessore dei personaggi, all’interno di un incastro spazio-temporale di magia e realtà.

E secondo Mandolini, è questa la sintesi stessa del teatro.

FONDERIA DELLE ARTI – via Assisi, 31 (metro A fermata Pontelungo; FS stazione Tuscolana)
Spettacoli: giovedì-sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: 8,00 € più 2,00 € tessera
Informazioni: 067842112
Bix Promotion sas di Donatella Gimigliano & C
Via Dardanelli, 21 – tel: 0637351382
www.bixpromotion.it; info@bixpromotion.it

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