

Una Lazio operaia batte un altro colpo! Piega una Juve in crisi e ritrova ottimismo
Sono due le canzoni che ci vengono in mente per descrivere il momento della Lazio.
Una all’inizio, una alla fine.
“…Fin che la barca va…”
Un’altra graditissima sorpresa.
Sulla falsariga della trasferta di Bergamo, la Lazio, ancor più penalizzata dalle assenze, si supera, battendo di misura una Juve il cui limite principale sta nella mancanza di amalgama.
Segno che i rapporti nello spogliatoio non sono proprio idilliaci.
La Lazio sta imparando a soffrire: la scarsità di qualità, obbliga la Lazio a aggredire gli avversari a centrocampo e ripartire, senza l’obbligo di ragionare o costruire strategie di attacco.
Lo abbiamo già detto, in occasione del pareggio con l’Atalanta.
Analogamente, la Lazio di ieri morde le caviglie a centrocampo con Guendouzi, Basici e Cataldi e poi o prova la profondità centrale verso Dia o si affida sulle fasce alle incursioni di Isaksen o Zaccagni.
E’ bastato questo per portare Basic a provarci da fuori area e trovare quella deviazione utile a spiazzare Perin e portare la Lazio in vantaggio.
Nel secondo tempo la Juve ha spinto un po’ di più ma sembrava che ognuno giocasse per se ed è dovuta ricorrere a molti falli per fermare le ripartenze: questa sembra l’unica soluzione tattica possibile che Sarri ha a disposizione, che però ha funzionato benissimo
I migliori interpreti ieri sono apparsi Lazzari e Isaksen che hanno spinto molto sulla fascia destra: il danese sembra aver ritrovato quella vivacità che lo scorso anno aveva mostrato nella parte centrale della stagione, ma che poi aveva perso, nel declino collettivo del finale.
Isaken si propone e tiene in apprensione la difesa juventina, soprattutto quando con l’ultimo dribbling libera il sinistro e prende di mira il settore destro della porta bianconera, secondo uno schema più volte visto anche con esiti migliori, ma anche nella fase di ripartenza, interpretando alla perfezione quel ruolo.
Quindi possiamo dire che i giocatori più in forma del momento, Cancellieri e Isaksen, dovranno contendersi un posto sulla fascia destra.
Buona anche la partita di Dia a cui anche Sarri continua ad affidare l’ingrato e faticoso compito di presidiare lo spazio tra centrocampo e attacco, costringendo il senegalese a una gara, fisicamente provante, tanto più quando manca il Taty che gli detta i passaggi.
Note positive continuano poi ad arrivare dalla difesa: Gila continua a inanellare prestazioni eccellenti in copertura e sulle palle inattive e insieme a Romagnoli costituiscono una coppia più che credibile al centro della difesa biancazzurra.
Ma note positive sono anche quelle che riguardano Basic che, al di là del gol partita, sta convincendo soprattutto sul piano caratteriale: se Rovella resta ovviamente un titolare inamovibile, Basic sta dimostrando di poter essere un’alternativa su cui fare reale affidamento.
Insomma, questa Lazio rischia di piacere più di quanto potessimo aspettarci: l’autorevolezza non solo tecnica, ma anche umana di Sarri insieme alla capacità di questi giocatori di approcciare le partite con una mentalità combattiva da squadra operaia, rende più stretto il legame con la tifoseria.
Per converso, l’immagine del solito Lotito inquadrato mentre dirige l’orchestra reagendo ai cori ostili della curva, sembra lontana anni luce, del tutto estranea al mood che si è andato invece creando tra squadra e tifosi: un presidente che appare solo, isolato, poco credibile, sfiduciato ormai dalla stragrande maggioranza dei laziali, rancorosamente chiuso in difesa di sé stesso è icona eloquente di un fallimento personale: un angolo da cui Lotito non sembra disposto a smarcarsi.
Questo è anche il motivo per cui il nostro entusiasmo non può che esaurirsi nella cronaca, perché spostando lo sguardo oltre, verso il girone di ritorno, sale su tutta l’incertezza e il senso di precarietà che questa stagione è destinata a infliggerci: perché allora si alzerà la competitività di tutte le squadre, che magari troveranno modi di migliorarsi anche nel mercato invernale e – esattamente come già avvenuto lo scorso anno – arriverà inevitabile un calo atletico che su di noi impatterà in modo maggiore, non potendo contare su ricambi adeguati e considerando la vetustà della rosa.
Il magro vantaggio è che quest’anno, forse, ne siamo più consapevoli e nutriamo aspettative inferiori.
“…Domani è un altro giorno, si vedrà…”
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