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La Lazio non si ferma più: domato il Monza tra i brividi dell’Olimpico, è primato storico con l’Inter

Quinta vittoria nelle prime sei gare per gli uomini di Gennaro Gattuso. Il bolide di Tavares e il raddoppio di Isaksen aprono le danze, poi la paura nella ripresa prima del punto esclamativo firmato Pinamonti

Ha la grinta del suo allenatore, la spensieratezza delle sorprese di inizio stagione e l’inconfondibile impronta di un gruppo capace di soffrire e colpire al momento giusto.

La Lazio di Gennaro Gattuso continua a volare alto e regala una notte da copertina ai propri tifosi, superando il Monza per 3-1 nel posticipo dell’Olimpico.

Un successo che vale molto più dei tre punti: cinque affermazioni nelle prime sei giornate di campionato rappresentano infatti un record assoluto nella storia del club biancoceleste, che si arrampica così in cima alla classifica della Serie A in coabitazione con l’Inter.

Una sfida dai due volti, vissuta su montagne russe emotive: una prima frazione dominata in lungo e in largo dalla compagine romana, agevolata anche dall’inferiorità numerica degli ospiti, e un secondo tempo iniziato con i brividi prima del colpo di grazia sferrato nei minuti finali.

Partenza col botto: la perla di Tavares e la stoccata di Isaksen

Il fischio d’inizio è l’innesco per un avvio arrembante dei padroni di casa. Bastano appena tre minuti di gioco a Nuno Tavares per presentarsi al suo nuovo pubblico: il terzino portoghese raccoglie la sfera sui trenta metri e lascia partire un bolide terraria che va a spegnersi sotto l’incrocio dei pali, lasciando di sasso l’estremo difensore Tornqvist per il suo primo centro con la maglia laziale.

L’inatteso svantaggio manda in affanno il Monza, mentre la manovra biancoceleste scorre fluida:

Il raddoppio al 23′: Noslin rifinisce con lucidità un’azione avvolgente servendo Isaksen, bravo a farsi trovare pronto nel cuore dell’area e a trafiggere la porta lombarda con una precisa piattonata di sinistro.

L’episodio chiave al 35′: Dopo un gol annullato agli ospiti per posizione irregolare di Varela, Noslin si lancia a rete a palla scoperta e viene fermato con le cattive da Lucchesi. L’arbitro non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso diretto per chiara occasione da rete, lasciando i brianzoli in dieci uomini.

La scossa di Juric e la paura dell’Olimpico: Mandas salva la vetta

Sotto di due reti e con un uomo in meno, il Monza sembra destinato a un secondo tempo di sofferenza passiva. Ma nell’intervallo Ivan Juric ridisegna la squadra con tre innesti dalla panchina, trasfondendo un’aggressività inaspettata nei suoi.

L’effetto è immediato: al 46′, sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, Mota spizza il pallone sul secondo palo dove Goglichidze si avventa di testa per il gol che riapre la partita. Segue una fase di prolungato affanno per la retroguardia capitolina, priva dei consueti riferimenti:

In venti minuti di grande pressione ospite salgono in cattedra i riflessi di Mandas, autore di due parate decisive su Dany Mota lanciato a rete, e la buona sorte su un diagonale di Birindelli terminato a fil di palo a portiere battuto.

I cambi di Gattuso e la sentenza di Pinamonti

Avvertito il pericolo di un insidioso pareggio, Gattuso interviene con tempestività dalla panchina per immettere energie fresche in mezzo al campo e ridare compattezza alla squadra.

La mossa ristabilisce le distanze e la Lazio torna a spingere con pericolosità: Zaccagni impegna Tornqvist con un tiro a giro, mentre Isaksen vede il proprio diagonale infrangersi contro il palo dopo un perfetto suggerimento di Pinamonti.

Il sigillo definitivo sulla gara arriva all’88’: penetrazione devastante di Pedraza sulla corsia di sinistra, traversone rasoterra a tagliare l’area di rigore e zampata d’anticipo di Andrea Pinamonti, che anticipa la difesa e fa esplodere i tifosi per il 3-1 finale.

La Lazio festeggia così una notte da capolista da sola in vetta con l’Inter, consapevole della propria forza ma con la lezione preziosa di non abbassare mai la guardia nei momenti cruciali della stagione.

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