Categorie: Libri e letteratura
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La mafia esiste, ma anche l’Italia

Nel libro "Le mani in pasta" di C. Barbieri la storia di una cooperativa che lavora su terreni confiscati ai mafiosi

“La mafia esiste, ma anche l’Italia” è il titolo dell’incontro-dibattito organizzato il 16 febbraio, presso l’Ipercoop Casilino, in via Casilina 1011, dal VII municipio, in collaborazione con lo Sportello Antiusura di Centocelle, l’associazione Libera e Unicoop Tirreno.

Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Sez. Soci Coop Barreca, Aldo Soldi p(residente di Ancc-coop), Stefano Tozzi (presidente del VII Municipio), l’assessore ed il presidente Commisione Politiche Sociali Giampiero Cioffredi e Giuseppe Liberotti.

Tutto il dibattito è stato incentrato sulla presentazione del libro “Le Mani in pasta” di Carlo Barbieri che narra la storia della cooperativa Placido Rizzotto, una delle tante coop costituite su terreni confiscati alla mafia grazie alla Legge 109 del 1996. Cooperativa che, associata in “Libera” di don Ciotti, ha iniziato un lavoro di recupero e messa in produzione dei terreni.

Pasta, olio, vino e salse varie, questi i prodotti di “Libera terra” oggi sul mercato, ed è possibile acquistarli presso i punti-vendita della Coop.

Alla presenza di oltre un centinaio di cittadini don Ciotti ha parlato per oltre un’ora, ascoltato in assoluto silenzio, tracciando la storia della mafia e di come alcuni eroi si sono opposti ad essa, di come la società civile deve sempre mantenere alta la guardia se non vuol essere sopraffatta dal malaffare.

Don Ciotti, definito un sacerdote di frontiera, ha ricordato che nel vangelo c’è scritto “per prima sulla terra deve trionfare la giustizia”.

Il pericolo è che oggi la mafia, abbandonata la strategia delle stragi sia passata all’azione politica infiltrandosi in partiti ed associazioni diventando “la mafia dei colletti bianchi”.
Contro quest’insidia dobbiamo essere tutti vigili e consapevoli. Ad esempio, il tentativo di modificare la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi, il tentativo di cambiare il 41 bis, il falso in bilancio, le rogatorie internazionali, sono dei prodromi.

Al termine sono stati gentilmente offerti piatti di pasta siciliana, crostini con salsa di caponata, bruschette e vino rosso di Sicilia, il trionfo di una grande terra, ancora in attesa della sua riscossa.

*Sociologo e presidente della Commissione Politiche Sociali del VII municipio 

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