La Morte in Prigione

Curiosità su un’originale scultura funebre della chiesa di Santa Maria del Popolo
di Massimiliano Liverotti - 9 Settembre 2008

1- Piazza del Popolo nel 1890

A sinistra della porta laterale della chiesa di Santa Maria del Popolo nell’omonima piazza di Roma, c’è uno strano monumento funebre. Fu fatto realizzare dall’architetto Giambattista Gisleni ( 1600-1672), romano, e a quanto si evince dal lungo epitaffio, gran viaggiatore.

Nella tomba si distingue uno scheletro in marmo giallo, avvolto nel sudario, che stringe le sbarre di una nicchia. La tradizione ha fatto nascere su di esso un’assurda leggenda. I membri dell’Arciconfraternita della Buona Morte, che avevano il compito di seppellire i morti nella prima chiesa incontrata durante il loro trasporto, si trovarono una notte a passare nei pressi della Via Flaminia con un cadavere.

Non riuscendo a svegliare i frati di Santa Maria del Popolo, sfondarono le porte della chiesa, e lasciarono il defunto all’interno della costruzione. Il pontefice non avendo gradito quest’affronto ai frati, ma non sapendo chi incolpare, decise di punire la morte stessa, mettendola in carcere. Ordinò di fare innalzare quel simulacro che il popolo ancora oggi chiama “La morte in prigione”.


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