

Domenica 12 ottobre la messa inaugurale con l'arcivescovo Moretti
Il 12 ottobre l’arcivesco vicegerente Moretti ha presieduto la Messa per celebrare la nuova chiesa di San Cirillo Alessandrino, in viale Giorgio Morandi, nel quartiere di Tor Sapienza.
Dopo la benedizione e la posa della prima pietra, l’arcivescovo ha sottolineato come in trent’anni siano state oltre 60 le chiese costruite dal Vicariato nel territorio romano: "Negli anni Settanta – ha spiegato all’inizio della celebrazione – oltre 800mila persone non sapevano dove riunirsi per pregare, oggi la situazione è nettamente migliorata ma c’è ancora molto da fare. Attualmente sono otto i cantieri aperti per l’edificazione di nuove chiese".
Padre Marc Benazet, della congregazione del Sacro Cuore di Gesù, parroco di San Cirillo Alessandrino, ha poi raccontato l’impegno della parrocchia rievocandone la storia: "Quando nel 1963 giungemmo in questo quartiere c’erano pochissime case ed una distesa sconfinata di campagne. Basti pensare che il territorio della nostra parrocchia comprendeva quello che adesso appartiene a due comunità vicine, San Tommaso D’Aquino e Dio Padre Misericordioso. Solo nel 1978 – ha continuato – iniziarono a costruire le prime abitazioni di edilizia popolare. Eravamo ai confini più esterni di Roma".
Ma benedire la prima pietra non basta, ha sottolineato l’arcivescovo durante l’omelia: "Il vero impegno, quello forse più difficile, consiste nel costruire una Chiesa viva. La comunità deve essere segno credibile della vita in Cristo, altrimenti la nuova struttura sarà simile ad una casa vuota". È necessario, secondo il presule, "riconoscere il prossimo e accoglierlo, incontrando Dio nella storia attraverso i suoi discepoli". In una parola: farsi comunità.
"Da sempre – ha dichiarato padre Benazet – la nostra parrocchia è stata un punto di riferimento per questo quartiere. Ogni domenica vediamo con soddisfazione la partecipazione alla Messa". Tre i sacerdoti che si occupano delle celebrazioni domenicali. E l’azione pastorale è sempre andata avanti, nonostante le difficoltà logistiche dovute alla struttura provvisoria: "Quando entrava un gruppo parrocchiale, l’altro doveva uscire, ma non per questo le attività venivano limitate – ha concluso padre Benazet –. Gli incontri del catechismo e dei giovani sono stati sempre molto frequentati".
Al termine della Messa, una lunga processione guidata dall’arcivescovo ha percorso le vie del quartiere portando la prima pietra per la benedizione fino al sito scelto dal Comune di Roma e dal Vicariato. "La chiesa che sorgerà in questo quartiere – ha affermato Roberto Mastrantonio, presidente del VII Municipio – farà da cerniera tra due realtà socialmente critiche, Casale Rosso e Tor Sapienza, e vuole essere un primo passo verso il recupero di questa zona di edilizia residenziale popolare". Mentre dal disegnatore del progetto, l’architetto Maicher Biagini, è giunta una rassicurazione di tipo estetico: «Sarà una chiesa dallo stile moderno ma non aggressivo, progettata sia per integrarsi con lo sfondo della campagna romana che per divenire un simbolo e un centro di aggregazione nel quartiere".
Tratta da www.romasette.it
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