

L’evento festeggiato nel centro storico della città dall’Associazione Italia-Cuba
L’Associazione culturale Italia-Cuba ha voluto ricordare i cinquanta anni della rivoluzione cubana il giorno dell’Epifania, in mezzo alle migliaia di persone, soprattutto genitori e bambini, che ieri affollavano il centro storico della città.
E’ passato già mezzo secolo da quando Fidel Castro, Camillo Cienfuegos e il “Che” entravano all’Avana e abbattevano il potere di un sergente semianalfabeta che aveva fatto della città caraibica una bisca a cielo aperto, il paradiso di mafiosi, faccendieri e puttane.
Un enorme striscione su cui risalta la scritta “1959-2009 ora e sempre con Cuba socialista”, con una foto gigante di Fidel, comandante in capo della rivoluzione, e una grande bandiera cubana, viene esposto nei posti più frequentati del centro cittadino: da piazza del Popolo a piazza di Spagna e a via dei Condotti, da piazza Farnese a Campo dè Fiori, da piazza di Pietra al Pantheon.
Ci siamo anche noi e ci accorgiamo che Cuba, dopotutto, anche a distanza di anni, resta uno di quei paesi capace di suscitare ancora emozioni contrastanti. Lo vediamo dai capannelli di giovani (e meno giovani) che si formano per “scommettere” sul futuro dell’isola. Ci sono i detrattori di Castro, per i quali la repubblica socialista, o meglio il regime castrista, ha ormai i giorni contati; ci sono i suoi simpatizzanti, i quali sperano invece nel “dopo Bush”, cioè nel recupero del buon senso da parte della nuova amministrazione americana.
Di tanto in tanto gli organizzatori, ai ragazzi che si avvicinano, per curiosità o interesse, tentano di spiegare i contenuti di quella mobilitazione, in verità senza mai cedere alla propaganda, mettendone però a nudo la profonda disinformazione. I più, infatti, danno giudizi lapidari, senza conoscere nulla della storia recente di Cuba, nemmeno del fatto che da oltre trentanni l’isola resiste ad un embargo economico che cerca di strangolarla costringendo alla fame la sua gente.
Mi chiedo a che serva quel poster del “Che” che li guarda silenzioso dal muro della loro stanza.
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