

I giallorossi perdono nuovamente uno scontro diretto
La Roma incassa la quarta sconfitta in campionato sempre per 0-1, la terza in casa, stavolta contro un ottimo Napoli che la sorpassa anche in classifica e sancisce ancora una volta le difficoltà della Roma contro le grandi del campionato.
Gasperini, oggi squalificato con il secondo Gritti in panchina, recupera sia Konè che El Aynaoui, infortunati giovedì in coppa, ma il primo va in campo titolare mentre il marocchino si accomoda in panchina insieme a Dybala, per una Roma che si schiera con il solito 3-4-2-1 con Svilar in porta Mancini, Ndicka e Hermoso in difesa, Celik, Cristante, Konè e Wesley a centrocampo, Pellegrini e Soulè in appoggio a Ferguson.
Sin dall’inizio si capisce che sarà una partita molto tattica, fisica e giocata a viso aperto con le due squadre che giocano in maniera speculare, uomo su uomo ed entrambe a sfruttare il minimo errore, il minimo spazio per andare in porta.
Il Napoli prende da subito il pallino del gioco in mano correndo velocemente sulle fasce e dando intensità alla sua azione mentre è la Roma che si difende e prova a ripartire.
Al 7′ rinvio sbagliato di Ndika che propizia la ripartenza del Napoli, si invola Hojlund ma Svilar esce dalla propria area contrasta efficacemente il centravanti del Napoli e poi rientra in area per intercettare il tiro diretto in porta.
Con il passare dei minuti il predominio territoriale diventa sempre più evidente, i calciatori biancazzurri sono più veloci, soprattutto sulle fasce, più potenti fisicamente e dall’ottima tecnica.
La Roma rimane chiusa dentro la sua metà campo e non riesce a costruire trame di gioco anche perché Ferguson e Soulè sembrano non pervenuti e quindi la squadra giallorossa si affida ai tre centrali di difesa per arginare gli attaccanti avversari, oltre che al suo portiere Svilar che al 27′ fa un’ottima parata su un tiro cross dalla sinistra.
Al 30′ Pellegrini entra in partita andandosene sulla fascia e una volta entrato in area serve Ferguson nell’area piccola, ma l’irlandese si fa anticipare in calcio d’angolo, e questa dopo mezz’ora è la prima vera azione della Roma. 3 minuti dopo altra azione sulla sinistra, cross di Wesley ma Ferguson forse impallato da Mancini colpisce malissimo di testa.
È il momento migliore della Roma che si affaccia di più in attacco ma per questo rischia il contropiede che arriva al 35′. Konè al limite dell’area del Napoli perde palla per un probabile fallo di un difensore avversario, l’arbitro non interviene e parte il contropiede del Napoli, Neres innesta Hojlund e poi si butta al centro del campo, l’attaccante danese restituisce la palla allo stesso Neres, inseguito inutilmente dal più lento Cristante, che si trova solo davanti a Svilar che non può fare nulla e il Napoli va in vantaggio con la conferma del VAR che giudica l’intervento su Konè regolare: 0-1.
Prima del fischio della fine del primo tempo Soulé prova un tiro a giro difficilissimo che va alto sopra la traversa. Si va al riposo con la Roma sotto per 1-0.
Gasperini nel secondo tempo lascia negli spogliatoi Ferguson per Baldanzi, quindi imposta la seconda parte della partita senza centravanti di peso anche se l’irlandese in campo aveva dimostrato di avere il peso di una piuma, provando quindi a colpire la difesa avversaria sulla velocità e sulla tecnica.
Al 58′ altra buona parata di Svilar su Hojlund dopo azione di ripartenza del Napoli. Al 61′ doppio cambio: esce l’evanescente Soulé per Dybala e l’ammonito Cristante per El Aynaoui.
Con il passare dei minuti la Roma si spinge sempre più in avanti ma fino alla trequarti la manovra funziona, poi però manca il passaggio finale ma soprattutto manca chi il passaggio lo può dettare o prendere.
Molte volte alla ricerca dell’imbucata si commettono anche errori che portano a contropiedi avversari pericolosissimi. Al 76′ Pellegrini fa il primo tiro verso la porta avversaria nel secondo tempo ma il pallone è alto.
All’80’ esce Pellegrini per Bailey nel tentativo di trovare la giocata giusta per andare in porta e un minuto dopo esce Wesley per El Shaarawy per una Roma a trazione anteriore per provarle tutte per pareggiare.
All’89’ giocata di Dybala che serve Baldanzi che dal limite dell’area tira in porta ma Milinkovic-Savic compie una gran parata e nega il pareggio.
La Roma sul finale pressa ci prova ma si ferma davanti all’area perché il Napoli è ben chiuso e si rilancia sempre davanti. I sei minuti di recupero con Ndika e Svilar in attacco nell’ultima azione non portano a nulla e alla fine il peggiore in campo, l’arbitro, fischia la fine della partita con la vittoria tutto sommato meritata del Napoli anche se per la voglia e la spinta del secondo tempo un pareggio non sarebbe stato uno scandalo.
La Roma subisce l’ennesima sconfitta per 0-1 dimostrando ancora una volta che quando l’asticella si alza la squadra giallorossa va in difficoltà. Il Napoli è sembrata la squadra più forte per ora affrontata dalla Roma e soprattutto nel primo tempo vince tutti i duelli, soprattutto da centrocampo in su con Konè e Cristante surclassati da Lobotka e McTominay a centrocampo, per non parlare dei tre difensori napoletani che hanno sovrastato gli attaccanti romanisti, sia i titolari che i subentrati. Uomo su uomo spesso non c’è stata partita e la pressione dei biancazzurri ha spesso soffocato l’impostazione del gioco della Roma.
Anche fisicamente il Napoli è sembrato superiore con un forza d’urto nettamente più alta rispetto a quella della Roma, anche perché molti calciatori giallorossi erano fasciati, incerottati o reduci da infortuni lunghi con la partita di giovedì che si è fatta sentire e forse anche l’assenza di Gasperini in panchina per l’espulsione assurda di domenica scorsa, può aver influito.
Un vero tiro in porta con Baldanzi sul finale in 98′ di gioco è veramente poco. I cambi stasera non hanno influito anzi hanno influito negativamente con Dybala fantasma di se stesso e Bailey francamente impresentabile.
Forse non è proprio un passo indietro ma la fotografia della Roma che con il gioco riesce a vincere, magari di misura, con chi è sotto di lei, mentre con le grandi il peso dell’attacco inesistente fa la differenza e alla fine al primo errore di subisce la ripartenza che ti fa perdere la partita, anche perché la Roma non è mai riuscita a rimontare una partita se si esclude la partita contro la Fiorentina, sempre più ultima in classifica.
La Roma ora retrocede in classifica in un mischione fatto di 4-5 squadra in un solo punto, fatto inedito per la serie A, e quindi la lotta per la Champions non è certo preclusa.
Di sicuro molte cose vanno migliorate con il lavoro e con il mercato di gennaio, soprattutto in attacco, e quindi testa alla prossima partita fra una settimana che va sfruttata per recuperare le forze e la fiducia.
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