

Tra entusiasmo e incognite, la nuova avventura di Gasperini alla guida dei giallorossi promette rivoluzione tattica ma anche rischi da non sottovalutare
Una nuova pagina, che potrebbe riservare soddisfazioni e gioie, ma che nasconde anche delle inevitabili insidie e non pochi pericoli. La Roma, chiuso il capitolo in panchina di Claudio Ranieri, passato a lavorare dietro una scrivania, ha deciso di affidarsi a Gasperini. Il tecnico ha lasciato, dopo tanti anni e un lavoro eccelso, l’Atalanta ed è tornato in una grande piazza, dopo l’avventura tutt’altro che idilliaca all’Inter di non pochi anni fa. Ora però nella Capitale è tempo per lui di giocarsi le proprie carte, dando vita a quello che può essere definita comunque una sorta di vera e propria rivoluzione, tattica e non solo.
L’allenatore nativo di Grugliasco sta piano piano avendo le risposte cercate dal mercato, dopo un periodo dove gli innesti tardavano ad arrivare. Ghilardi, Wesley ed El Aynaoui sono stati dei colpi importanti.
Il difensore, arrivato dal Parma, fa dell’eleganza, della lucidità e della capacità di costruzione le sue principali caratteristiche. Dovrebbe essere lui a completare il pacchetto arretrato con Ndicka e Mancini. Celik e Hermoso dovrebbero essere le alternative.
Il modulo scelto dovrebbe essere il 3-4-2-1, con i due esterni che saranno, come sempre accade nel credo tattico di Gasp, fondamentali nella manovra.
Il brasiliano, acquistato dal Flamengo, è il classico giocatore di fascia e di spinta, con la sua velocità e la sua aggressività che potrebbero essere un fattore non da poco. Rensch, Saud Abdulhamid e Angelino completano un pacchetto di fascia di ottimo livello.
Occhio anche in mezzo al campo, con il 24enne arrivato in questa sessione di mercato che può essere utile sia in fase di interdizione che in quelle di costruzione e di inserimento. Koné è sempre un punto fermo. Potrebbero tornare utili anche le caratteristiche di Cristante.
Merita un discorso a parte il reparto offensivo. Il mercato aperto fa capire che potrebbe arrivare una nuova punta. Dovbyk pare non rientrare nelle grazie di Gasp ed è per questo che potrebbe trovare molto spazio il neo arrivato Ferguson. Il giovane attaccante irlandese, anche nelle prime amichevoli, ha mostrato fisicità, tecnica, attacco della profondità e feeling con il gol: può essere la sorpresa.
Per il ruolo di sottopunta, Dybala pare esser l’unico sicuro della titolarità, con Pellegrini, Soulé, El Shaarawy e Pisilli a completare un pacchetto fatto di tecnica, corsa e abnegazione.
Insomma, le idee non mancano, ma permangono dei dubbi, date le parole del tecnico e da alcune prestazioni in amichevole, soprattutto il pesante ko con l’Aston Villa. All’occhio sono balzate le voragini lasciate dalla difesa e la poco reattività, soprattutto in fase di non possesso. Molto può essere legato ai carichi di lavoro, ma anche a un nuovo sistema tattico e di gioco da assimilare. Tanto potrebbe dipendere dai risultati. Nel caso di una buona partenza, l’entusiasmo potrebbe fare la differenza. Però nel caso in cui le prime partite fossero deludenti, il rischio di qualche conseguenza, in una piazza complicata come Roma, sarebbe elevato.
A tenere conto di questo sono anche i pronostici, tra cui quelli di Bet365, che vedono il Napoli favorito per lo scudetto (2,62), con l’Inter come principale antagonista (3,75). E i giallorossi? Gli uomini di Gasperini, in un’ipotetica griglia di partenza, partono dietro Juve (6,00) e Milan (6,50). La quota scudetto di 11,00, su cui si può puntare tenendo conto del codice promozionale Bet365, conferma quanto detto: la strada può essere lunga e impervia. Ma dare anche soddisfazioni.
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