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La Sapienza “sorpassa” il soffitto di cristallo: per la prima volta i vertici sono a maggioranza femminile

Senato Accademico al femminile e parità nel CdA

Non è solo un cambio di poltrone, ma un segnale di trasformazione strutturale che riscrive la storia della più grande università d’Europa.

Per la prima volta, gli organi di governo della Sapienza Università di Roma vedono una prevalenza femminile: il nuovo Senato Accademico conta oggi 19 donne e 16 uomini, mentre il Consiglio di Amministrazione ha raggiunto una perfetta parità di genere (5 a 5).

Un risultato che l’Ateneo definiscecoerente con l’impegno sviluppato negli ultimi anni a favore dell’equità“, rispecchiando un trend che vede le donne sempre più protagoniste nei ruoli di leadership accademica e amministrativa.

La spinta delle “Ordinarie”: un balzo del 54%

I numeri raccontano un’evoluzione che parte dalle cattedre. Se sei anni fa le professoresse ordinarie (la fascia più alta della docenza) erano il 27,5%, oggi la quota è salita al 31%.

In termini assoluti, la crescita è impressionante: le docenti di prima fascia sono passate dalle 205 del 2020 alle 316 del 2026. Un incremento del +54%, una velocità di crescita superiore a quella dei colleghi uomini (+31%).

Anche ai blocchi di partenza della carriera accademica l’equilibrio è ormai un dato di fatto: le ricercatrici rappresentano il 48% del totale, mentre le professoresse associate sfiorano la parità con il 44%.

Polimeni: «L’equilibrio richiede responsabilità»

La Rettrice Antonella Polimeni, prima donna alla guida della Sapienza, esprime soddisfazione ma mantiene lo sguardo rivolto alle sfide future: «La direzione intrapresa è quella corretta.

Ma il pieno equilibrio richiede ancora impegno, continuità e responsabilità. È necessario promuovere “pari opportunità per pari capacità”, affinché nessuna persona debba sentirsi esclusa o limitata nelle proprie opportunità».

Una gestione in “rosa”

Il cambiamento non riguarda solo i docenti, ma l’intera macchina operativa della Sapienza:

Amministrazione: La gestione amministrativo-contabile è affidata a una Direttrice Generale.

Dirigenza: Su 12 aree dirigenziali dell’amministrazione centrale, 7 sono guidate da donne.

Facoltà e Dipartimenti: Se sei anni fa c’era una sola Preside donna, oggi sono 4 su 11. Cresce anche la guida dei dipartimenti, dove le direttrici sono passate dal 22% al 31%.

Il traino delle studentesse

A spingere questo cambiamento è anche la base: la componente studentesca femminile cresce al doppio della velocità di quella maschile. Rispetto al 2020, le iscritte sono aumentate di oltre 6mila unità (arrivando a quota 66.506), contro un incremento di circa 3mila unità tra gli studenti.

Una dinamica che suggerisce come il futuro della ricerca e della leadership universitaria sarà sempre più segnato da questa progressiva e inarrestabile “onda rosa”, capace di scardinare vecchi equilibri in favore di un merito che non conosce distinzioni di genere.


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