

Dal Tasso al Virgilio, fino al Manara, molti licei della Capitale si preparano a riaprire le porte dopo giorni di autogestione e mobilitazione politica
Dopo una settimana di occupazioni, cortei interni e assemblee, nella giornata di oggi lunedì 27 ottobre, segnerà il ritorno in classe per centinaia di studenti romani.
Dal Tasso al Virgilio, fino al Manara, molti licei della Capitale si preparano a riaprire le porte dopo giorni di autogestione e mobilitazione politica. Ma il rientro non sarà uguale per tutti: in alcune scuole si respira aria di confronto, in altre resta un clima di tensione.
Al liceo Manara, in via Basilio Bricci, l’occupazione – iniziata il 20 ottobre “in solidarietà con la Palestina” – si è conclusa nelle scorse ore. Il collettivo studentesco Manariota rivendica un’azione “per ripensare la scuola, non per aggiungere qualcosa in più”, chiedendo “una didattica che affronti temi reali, dalla violenza di genere alla crisi ambientale”.
Il dirigente scolastico, tuttavia, ha annunciato che “si sta procedendo alla stima dei danni imputabili alla presente occupazione, che saranno addebitati agli studenti occupanti, ritenuti responsabili in solido di tutti i danneggiamenti”.
Non è la prima volta che il Manara finisce al centro di polemiche. Già lo scorso anno l’istituto era stato occupato, attirando l’attenzione politica della Lega, che aveva denunciato il collettivo accusandolo di “antisemitismo”, fino al blitz vandalico dello scorso febbraio.
L’atmosfera è rimasta tesa anche quest’anno: a fine settembre, ignoti avevano imbrattato i muri del liceo con scritte e simboli neofascisti.
Diverso il bilancio al liceo Virgilio, dove l’occupazione si è chiusa senza tensioni: “Abbiamo dialogato con la dirigente scolastica e concordato l’uscita giovedì 23 ottobre”, spiegano dal collettivo studentesco. Le sanzioni saranno leggere — “una nota e un sette in condotta” — e gli studenti rivendicano di aver gestito la scuola “senza arrecare danni, con un piccolo fondo per eventuali riparazioni”.
Anche al Tasso l’occupazione si è conclusa: da domani le lezioni riprenderanno regolarmente. Ancora occupato, invece, il Righi, dove proseguono le assemblee.
Più complicato il rientro al liceo Newton, dove – raccontano dal collettivo Assange – “gli studenti che avevano partecipato all’occupazione sono stati accusati ingiustamente di vandalismo”. Secondo i ragazzi, alcuni docenti avrebbero imputato danni “già presenti”, come prese elettriche rotte o infissi danneggiati.
Ancora più tesa la situazione al Morgagni, dove il tentativo di occupazione è stato bloccato da una delegazione di docenti, genitori e studenti contrari.
Gli organizzatori hanno denunciato “atti violenti e intimidatori”, ma la preside e i professori smentiscono: “Nessuna violenza, solo una ferma opposizione per evitare danni e tensioni”.
Dopo una settimana segnata da mobilitazioni, slogan e assemblee, la campanella di lunedì segnerà per molti un ritorno alla normalità.
Ma nelle aule, tra discussioni e richieste di ascolto, il dibattito sui temi sollevati dalle occupazioni è tutt’altro che chiuso.
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