

Fatti e misfatti di agosto 2013
La sentenza Berlusconi
“Per il “caso Mediaset” – ha dunque sentenziato la Suprema Corte di Cassazione – quattro anni di carcere (di cui tre condonati per indulto), incandidabilità per sei anni, interdizione dai pubblici uffici da ricalcolarsi dalla Corte d’appello di Milano (presumibilmente da uno a tre anni), scelta se scontare la pena ai “domiciliari” o “in prova ai servizi sociali”, ritiro dei passaporti (quello personale e quello diplomatico)”.
Quali alcune delle prime reazioni nel mondo politico? Di qua il giornalista Giuliano Ferrara: “Sentenza vile e cazzona”. Il parlamentare Luca D’Alessandro: “Onore e solidarietà a Silvio Berlusconi di certo più innocente e pulito di chi l’ha condannato ingiustamente”. Il parlamentare Osvaldo Napoli: “La sentenza della Cassazione si è manifestata in tutta la sua vile durezza”. Il parlamentare Giancarlo Galan: “Il fatto non costituiva reato, la sentenza non costituisce giustizia”. Di là il raffinato urlatore “5 stelle” Beppe Grillo: “Berlusconi è morto, viva Berlusconi”. Il segretario del Pd, Guglielmo Epifani: “La sentenza va rispettata e resa applicabile in ogni sua parte”. Niki Vendola, segretario di “Sinistra Ecologia Libertà”: “Non è possibile immaginare che il Pd permanga ora nella condizione di alleato del partito di Silvio Berlusconi”. Antonio Ingroia: “Sarebbe uno schiaffo ai cittadini per bene e onesti che questo partito resti un secondo in più alla guida del Paese”. Fu vera gloria o vera infamia, dunque, quanto operato o non operato da Silvio Berlusconi nel “caso Mediaset” oppure quanto definitivamente decretato dalla Suprema corte di cassazione? Ai posteri – rimerebbe forse, cambiando la data da 5 maggio a 31 luglio, Alessandro Manzoni – ai posteri l’ardua sentenza.
Non come Craxi
“Non mi faranno fare – aveva detto, alcuni giorni fa, Silvio Berlusconi – la fine di Bettino Craxi”.
E’ vero: non gliela faranno fare perché stanno per togliergli sia il passaporto personale sia il passaporto diplomatico. Quindi niente Tunisia o, date le sue possibilità, niente anche meglio.
Stanlio, Ollio e “La Repubblica”
“Il ricco evasore Berlusconi – ha scritto Francesco Merlo su “La Repubblica” – come Stanlio che per malafede piagnucola e si copre la testa con le mani per mitigare la durezza della scoppola di Ollio”.
Cioè, per Francesco Merlo, la Suprema Corte di Cassazione che ha dato la scoppola al ricco evasore Berlusconi sarebbe Ollio? Le battute ad effetto, d’accordo, ma non quando sono irrispettose.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.