

I Fatti e i Misfatti di marzo 2010 (VI) di Mario Relandini
La solita commedia del dopo-elezioni
"In queste regionali di domenica 28 e lunedi 29 – hanno sostenuto, nelle varie dichiarazioni del dopo-voto, i portavoce di tutti i partiti e partitini – abbiamo vinto noi perché…"
E giù i perché. Alcuni validi, altri immaginari, altri ancora perfino ridicoli. Come al solito, insomma, tutti vincitori e contenti. Almeno nelle dichiarazioni. Forse per fare felici i propri elettori. Magari per farli felici mostrando loro di essere felici. Una delle più pietose commedie all’italiana. Quando ci sarebbe invece da essere molto seri per la tragedia politica – e non solo – che sta connotando sempre più l’intero Paese.
Umbria diabolica per Paola
"La cattolicissima udc Paola Binetti – è stato il responso delle urne regionali in Umbria – ha raccolto appena il 4,5% dei voti".
Non l’hanno votata, magari, neppure i frati francescani di Assisi.
Antonio senza valori a Montenero di Bisaccia
"Antonio Di Pietro – hanno informato i giornali – ha avuto qualche buon successo qua e là nel Paese, ma ha perso malamente nella sua natìa Montenero di Bisaccia".
La spiegazione? Potrebbe essere che nella natìa Montenero di Bisaccia lo conoscano meglio che qua e là nel Paese.
Quell’asino di Ignazio
"Se ci sarà il sorpasso della Lega sul Pdl in Lombardia – aveva detto Ignazio La Russa, uno dei coordinatori berlusconiani – mi mangerò un asino vivo".
La Lega, anche in Lombardia, è andata molto bene, ma il sorpasso non c’è stato ugualmente. Peccato per i curiosi. Sarebbe stato infatti interessante vedere se l’onorevole Ignazio La Russa si sarebbe mangiato un povero asino vivo a quattro zampe o un supponente asino vivo a due.
Gli stupori di Loiero
"Vince la destra – ha dichiarato Agazio Loiero, candidato presidente della sinistra clamorosamente battuto in Calabria – anche se non riesco a rinvenire le cause".
Un fraterno suggerimento: quando dovesse rinvenire lui, si sforzi di fare una seria autocritica così gli rinvenirebbero, sicuramente, anche le cause della sua disfatta.
Le ferie "extralarge" della Regione Abruzzo
"Dopo essersi riunito l’ultima volta il 9 marzo scorso – ha denunciato l’edizione locale di un quotidiano romano – il Consiglio regionale abruzzese tornerà a riunirsi il 20 aprile prossimo".
Quarantadue giorni di riposo, di ferie, di vacanze, insomma, tra una seduta e l’altra. E non è che il Consiglio regionale abruzzese dovesse essere rieletto in questa recentissima tornata di fine marzo perché regolarmente in carica da più di un anno. Ma allora? Allora, però, si sarebbe dovuto votare per la Provincia dell’Aquila, si sarebbe dovuto partecipare – magari solo con lo spirito – per il rinnovo delle Regioni nel resto d’Italia, si sarebbero dovute onorare le festività di Pasqua e di Pasquetta e poi – che diamine – i "ponti" di venerdi 9 per festeggiare Santa Maria di Cleofa, di venerdi 16 per sciogliere inni a San Lamberto martire e concludere in gloria, lunedi 19, per ricordare solennemente Santa Emma (naturalmente non Bonino). Il tutto mettendosi in tasca, in quanto al servizio degli abruzzesi di tutto bisognosi tranne che dei "ponti d’oro" dei propri amministratori, fino a 10-12 mila euro al mese. Da spendere, evidentemente, per un sereno riposo non si sa bene di che, per periodi ricorrenti dei ferie "extralarge", per vacanze non certo sulle indigene spiagge di Ortona.
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