La tempesta di Charlotte Rampling

L’attrice in conferenza stampa al Festival del Cinema di Roma racconta il suo personaggio in “The Eye of the Storm”
di Mariangela Di Serio - 31 Ottobre 2011

Elegante, sobria, austera. Così è apparsa Charlotte Rampling sabato 30 ottobre alla conferenza stampa con i giornalisti presenti nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, dove si sta svolgendo la VI edizione del Festival del Cinema di Roma. Con lei il regista australiano Fred Schepisi, che ha scelto proprio l’attrice britannica come protagonista del suo ultimo film “The Eye of the Storm”, tratto dal romanzo ‘L’occhi dell’uragano’ del Premio Nobel Patrick White.
Un melodramma familiare, quello rappresentato da Skepisi, che ha saputo perfettamente cogliere le dinamiche intercorrenti tra i protagonisti del romanzo e portarle in scena. Una storia conflittuale tra un’anziana madre malata, Elisabeth Hunter (la Rampling) e i suoi due figli, Basil e Dorothy brillantemente interpretati da Geoffry Rush e Judy Davis.
Un personaggio controverso quello di Elisabeth Hunter, definita dalla stessa Rampling come: “Una sorta di ‘Re Lear al femminile’, una matriarca che nel corso della sua vita ha osato intraprendere un percorso molto lungo lasciando però lungo questo viaggio molte vittime. Le principali sono i suoi figli che devono pagare per i peccati della propria madre”.
Insomma una donna che sta morendo, invecchiando, che si lascia andare ad ogni forma di inibizione proprio perché sa che ormai il suo tempo è finito e può essere libera di essere quello che vuole.
Una madre che cerca di rendere i propri figli più forti ma nello stesso tempo sbaglia tutto. Sa che non riuscirebbero a resistere ad una tempesta come quella a cui ha resistito lei.
Eccellente Skepisi nel saper scavare nel libro e tirare fuori gli aspetti più profondi dei protagonisti, scoprendo uno humour particolare, tagliente, cupo e dei personaggi raccontati con molta efficacia. Un dramma ambientato negli anni ’70 che però rispecchia quella forma di conflitti e tensioni presenti anche nelle storie dei nostri giorni.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti