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L’ala destra del dio di cuoio al Teatro Quarticciolo

20 e 21 Maggio ore 21; 22 maggio ore 17, prima regionale dell’omaggio appassionato a Pasolini di Luciano Melchionna

Al Teatro Quarticciolo il 20 e 21 maggio alle ore 21 e il 22 maggio alle ore 17 L’ala destra del dio di cuoio, un omaggio appassionato a Pier Paolo Pasolini e al suo amato gioco del calcio firmato da Luciano Melchionna e Sara Bilotti, nell’ambito di PPP100-Roma Racconta Pasolini. Quello raccontato da Pasolini è un calcio fatto di porte costruite nel fango e maglioni arrotolati ai paletti, che somiglia molto a una religione con un Dio che corre tra noi, sudato come noi, abile e incapace come noi, gioioso e disperato come noi.

Il primo battito di questo spettacolo ha preso forma da un mio precedente lavoro, Spoglia-Toy, che ha debuttato al Napoli Teatro Festival Italia nel 2017 e nel quale ho voluto immaginare il dietro le quinte del calcio, lo spogliatoio, per rappresentare la trasformazione e l’evoluzione – o l’involuzione – dello sport più amato nel nostro Paese e che del nostro Paese si fa specchio e desiderio.

Volevo allora raccontare la perdita di quella primigenia componente di freschezza e di onestà in cui l’atto del gioco era atto di buttarsi nella vita e competere portando fuori il meglio di se stessi, condividendo gioie e dolori insieme ai compagni. Ho affidato allora alle parole di Pier Paolo Pasolini la visione di un universo di significati a cui il calcio resta intimamente legato.

Da qui prende forma L’ala destra del Dio di cuoio, figlio di uno studio matto e disperatissimo sulla figura di Pasolini, su ciò che ha rappresentato e rappresenta nella nostra società, e sul suo amore incondizionato e crudele per la vita, per la poesia, per il teatro e per il calcio, quel gioco puro inseguito da gambe sporche su campi di fango o danzato con maestria da eroi dai piedi piatti, come Amedeo Biavati, l’unico mito di Pasolini, l’unico essere umano a cui Pasolini abbia mai chiesto un autografo. (Luciano Melchionna)

“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra, perché il pallone è una rappresentazione in cui i giocatori sono in carne ed ossa di fronte a spettatori in carne ed ossa, in un rapporto da singolo a singolo, che è fisico anche, reale, materiale, com’è il teatro…” PIER PAOLO PASOLINI

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