“L’arte della gioia”, il capolavoro censurato

In scena al Teatro di Documenti dal 18 al 30 novembre 2008

Nulla per Modesta, se non un grosso pezzo di legno da scorticarsi le mani a forza di trainarlo. Ha solo 4 anni, è in mezzo al fango. E, in quella stessa melma detta oblìo, è rimasto sepolto il capolavoro di Goliarda Sapienza, quello che all’estero già chiamano il nuovo "Gattopardo" e che in Italia è stato pubblicato solo postumo nel 1998. "L’Arte della Gioia" è anche lo spettacolo che dal 18 al 30 novembre 2008 sarà al Teatro di Documenti in via Nicola Zabaglia 42.

Per Paola Pace che ne ha curato l’adattamento, la regia e lo ha interpretato, "è stato un vero e proprio colpo di fulmine – ricorda – all’Università di Palermo dove l’erede letterario della scrittrice, Angelo Pellegrino, mi ha commissionato la lettura di una parte. Di fronte a una scrittura così potente, sofferta, bella, mi sono sentita un invasore." Ma nonostante i tagli necessari, la storia rappresentata ha ancora forza, sa stupire e proprio dal nulla che circonda i tre attori nasce la sua energia creativa. Di volta in volta Paola Pace, Enrico Stassi e Giovanni Rizzuto si alternano in personaggi sempre diversi; basta una voce e una sciarpa, la bravura e le musiche dal vivo della tradizione siciliana, per lasciare la mente dello spettatore libera di immaginare le vicende, le emozioni che vi ribollono sotto e i vasti scenari che la circondano.

"Questo spettacolo è un cuntu – racconta Paola che ha lavorato molto con Mimmo Cuticchio, il re dei cunti, – per noi siciliani, e Goliarda era siciliana, è una forma estremamente povera ed estremamente libera, come era lei. Non posso ricreare la villa, il convento, il pozzo, ve li farò immaginare. Con questo lavoro sulla visionarietà il 10 dicembre saremo in scena a Bruxelles."

Paola Pace dimostra la ferma intenzione di far conoscere anche all’estero questa storia troppo a lungo censurata, definita immorale forse per la licenziosità dei costumi o forse per la troppa disinvoltura con cui un’eroina riesce a farsi strada in mezzo alle caste e alle peripezie di un secolo ancora caldo, il Novecento.

Per maggiori informazioni: Teatro di Documenti, tel. 065744034; 065741622; www.teatrodidocumenti.it; teatrodidocumenti@libero.it

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