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Lazio, presentato il rapporto Upi – Eures 2009: boom di culle

Ma restano svantaggiate le donne sul lavoro

E’ stato presentato la mattina del 3 novembre, presso il centro congresso Frentani in via dei Frentani, a Roma, il rapporto Upi Lazio 2009 sulla situazione economica-sociale della Regione Lazio.

“Dai dati contenuti nel Rapporto Upi Lazio 2009 emerge con forza la necessità di un ripensamento ed una razionalizzazione del complessivo assetto istituzionale, verso un modello di Governance che valorizzi la dimensione sistemica dei territori. Lo richiedono la complessità e le interdipendenze tra i territori delle cinque province, ed in particolare tra la Capitale, il suo hinterland e il resto del territorio regionale”.
E’ quanto afferma il presidente dell’Upi Lazio, Edoardo Del Vecchio, presentando il Rapporto 2009 sulla stato delle Province del Lazio.

“L’ampia e articolata struttura del Rapporto – prosegue Del Vecchio – consente di osservare una regione che, pur colpita dalla crisi, reagisce grazie ad un tessuto produttivo in continua crescita, ad una società civile che partecipa, ad una struttura economica, sorretta dal settore terziario, che ha saputo rispondere all’impatto della recessione globale; una regione in cui, per la prima volta dopo anni, si registra una flessione della criminalità. Eppure, l’utile strumento rappresentato da questo rapporto suggerisce alcune questioni che le singole amministrazioni potranno, secondo la loro sensibilità, affrontare: dalla scarsa rappresentanza politica di giovani e donne, al disagio abitativo, dalla eccessiva concentrazione della ricchezza, al crescente indebitamento delle famiglie, dallo squilibrio tra i territori alla presenza di ampie fasce di marginalità”.

Infine, riferendosi ai risultati di un sondaggio contenuto nel Rapporto, il presidente dell’Upi Lazio sottolinea: “Nonostante gli attacchi spesso strumentali sull’utilità dell’Ente Provincia, definito da alcuni come ‘ente inutile’ da abolire, oltre 40 cittadini su 100 ne riconoscono l’importanza. Una valutazione, questa, che diviene maggioritaria (50,8%) nei piccoli comuni in cui i cittadini, più degli altri, comprendono come un soggetto di area vasta, capace di programmare lo sviluppo del territorio, possa costituire un importante strumento di crescita e di tutela”.

I dati hanno dimostrato che nella regione, a parte i più giovani, l’affluenza alle urne è stata molto bassa; nelle elezioni amministrative la partecipazione è stata scarsa fatta eccezione di Roma. E mentre aumenta l’affluenza di molti campani, calabresi nella Capitale, i dati hanno dimostrato che nell’ultimo anno c’è stato un record di culle, mai cosi tante negli ultimi 20 anni. Inoltre dai dati Eures è emerso che la regione Lazio si è distinta con sempre meno morti sul lavoro e con un forte calo nelle morti per droga.

Inoltre la regione ha visto un aumento degli occupati (+0, 2% tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2009, a fronte del -1,6% in Italia nello stesso periodo di tempo) saliti a 2.261 mila unità, il secondo valore più alto di sempre della regione. Di contro, nei primi sei mesi del 2009 si registra anche il boom della Cassa Integrazione, con un aumento nel Lazio del 324,8% (forte in questo caso l’influenza della vicenda Alitalia). Nel complesso la provincia che registra la crescita più alta è quella di Roma (+584,5%), seguita a distanza e con valori inferiori alla media nazionale (+282,3%) da Rieti (+193,5%), Frosinone (+190,8%), Viterbo (+158,2%) e infine Latina (+124, 8%).

Il Rapporto evidenzia inoltre che la crescita dell’occupazione tra il 2007 e il 2008 avvantaggia principalmente le donne, il cui indice sale nel Lazio dal 48,1% al 49% .
Nonostante questo recupero, resta elevato il divario di genere, con un tasso di occupazione maschile superiore a quello femminile di 22,8 punti percentuali (23,1 punti in Italia). 

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