

Un recente studio condotto dall’università di Milano-Bicocca ha rivelato l'esistenza di possibili differenze di sesso nella risposta cerebrale
Le donne hanno una maggiore facilità nell’esprimere le proprie emozioni e nella decodifica degli indicatori non verbali legati all’espressione delle emozioni altrui.
Un recente studio condotto dall’équipe del laboratorio d’Elettrofisiologia cognitiva dell’università di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Cnr di Milano-Segrate, ha rivelato l’esistenza di possibili differenze di sesso nella risposta cerebrale, attraverso l’uso di immagini.
In particolare, sono state registrate le risposte bio-elettriche cerebrali di 12 uomini e 12 donne (studenti universitari destrimani e sani) alla vista di circa 220 immagini a colori, raffiguranti persone di varia età, numero e genere in differenti contesti sociali (a passeggio, in bicicletta, mentre leggono, giocano, si salutano, vanno a far la spesa, danno da mangiare al cane, fanno sport) o solo paesaggi urbani o naturali (interni o esterni d’uffici, scuole, appartamenti, boschi, colline, spiagge)". I risultati hanno evidenziato una maggiore risposta cerebrale per le immagini con esseri umani piuttosto che scenari solamente nelle donne e non negli uomini, a partire dai 210 millesecondi dopo lo stimolo sulla parte anteriore (frontale) del cervello.
Per entrambi i sessi, la vista d’esseri umani ha stimolato l’attivazione di aree che normalmente elaborano le facce e i corpi. Soltanto nella donna, però, la vista d’esseri umani ha stimolato l’attivazione del giro temporale superiore destro ed esclusivamente negli uomini dell’area paraippocampale, probabilmente legata all’analisi delle componenti spaziali non-umane del paesaggio. Un confronto diretto tra le reazioni cerebrali nei due sessi, ha dimostrato una differenza significativa nell’attivazione, nelle donne, di aree notoriamente coinvolte nella codifica percettiva di espressioni, nella comprensione di segnali sociali complessi, nell’osservazione e comprensione delle azioni, nella teoria della mente, e nella capacità di provare empatia.
Poiché le immagini presentate ai soggetti non erano emotivamente stimolanti, i dati hanno suggerito ai ricercatori un maggiore interesse e attenzione da parte del cervello femminile per le immagini dei propri simili. Si può, infatti, pensare che il ruolo biologico di nutrice/allevatrice sia ottimizzato da una maggiore empatia nei confronti dei piccoli.
Questi dati sono supportati da un’altro studio secondo cui la risata e il pianto infantili determinano un’attivazione maggiore delle regioni emotive del cervello nelle donne rispetto agli uomini. La predisposizione genetica della donna ad essere più interessata a stimoli sociali, piuttosto che, per esempio, a macchinari, è in parte confermata da studi comparativi che evidenziano differenze di sesso in primati non-umani.
Concludendo, tali studi forniscono interessanti indizi sull’esistenza di differenze di sesso nei circuiti neurali dell’empatia e aiutano in parte a comprendere la diversa incidenza tra i sessi delle disfunzioni neuropsicologiche legate alla mancanza d’empatia, ad esempio autismo e personalità antisociale, patologie più frequenti negli uomini che nelle donne.
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