Le elezioni regionali Lazio del 12-13 febbraio 2023. Tutto quello che c’è da sapere

Regole, modalità di voto, candidati e schieramenti
Marco Picozza - 17 Gennaio 2023

Domenica 12 febbraio dalle 7 alle 23 e lunedì 13 febbraio dalle 7 alle 15 i cittadini e le cittadine del Lazio saranno chiamati alle urne per scegliere il successore di Nicola Zingaretti alla guida della Regione Lazio ed i componenti del Consiglio Regionale.

Sia il Presidente che i Consiglieri saranno eletti congiuntamente, perciò agli elettori verrà consegnata una sola scheda, sulla quale saranno presenti le liste politiche ed il candidato (o la candidata) Presidente ad esse collegato.

A differenza delle elezioni amministrative (Comune e Municipio), dove è previsto il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato superasse la soglia del 50% dei voti, nelle elezioni regionali è prevista l’elezione del candidato che risulti aver preso il maggior numero di voti validi.

La legge elettorale in vigore per la Regione Lazio, così come modificata nel 2017, prevede l’elezione di 50 consiglieri, dei quali l’80% (40 consiglieri) eletti con metodo proporzionale mentre il 20% restante (10 consiglieri) viene assegnato come premio di maggioranza alle liste collegate al Presidente eletto. 

Ma chi sono i candidati alla carica di Presidente?

Presentati il 14 gennaio i candidati Presidenti e le liste di sostegno con gli elenchi dei candidati al Consiglio Regionale.
In tutto cinque a concorrere per la carica di Presidente:
Francesco Rocca, ex Presidente della Croce Rossa Italiana, sostenuto da uno schieramento di destra composto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati ed una lista civica.
Per il centrosinistra sarà candidato Alessio D’Amato, Assessore uscente alla Sanità della Giunta Zingaretti, sostenuto da PD, Terzo Polo (Azione e Italia Viva), +Europa, Demos, Verdi e una lista civica.
Il M5S schiera come candidata la giornalista Donatella Bianchi, col sostegno anche della lista “Polo progressista”.
Infine, Rosa Rinaldi, sostenuta dalla lista Unione Popolare e Sonia Pecorilli dal partito comunista.

Come si vota 

La scheda (colore verde) prevede due riquadri, uno per il candidato Presidente, ed uno per le liste (o la lista) ad esso collegate.

E’ possibile esprimere il voto per il solo candidato Presidente, oppure scegliere anche una lista ad esso collegata, esprimendo in questo caso (ove lo si voglia) fino a due preferenze. In questo caso è prevista la cosiddetta alternanza di genere, che prevede l’obbligo di esprimere un nome maschile ed uno femminile. Nel caso in cui vengano invece espresse due preferenze dello stesso sesso, la seconda verrà automaticamente eliminata in sede di scrutinio.

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E’ inoltre prevista la possibilità di esercitare il “voto disgiunto”: tramite tale modalità di voto sarà possibile per gli elettori votare per una persona candidata a presidente e poi per una delle altre liste a essa non collegate. 

Di seguito le quattro possibili opzioni per esercitare il proprio voto.

Nell’esempio 1, l’elettore vota solo per il candidato Presidente, non estendendo quindi il proprio voto ad alcuna delle liste ad esso collegate.

 

Nell’esempio 2, l’elettore vota solo per la lista ma estende automaticamente il proprio voto anche al Presidente ad essa collegato.

 

Nell’esempio 3, l’elettore vota per una lista e per il Presidente ad esso collegato.

 

Nell’esempio 4 infine, l’elettore vota per una lista e per un Presidente ad essa non collegato, esercitando il cosiddetto “voto disgiunto”.

Per quanto riguarda l’alternanza di genere, nell’esempio riportato Rossi e Bianchi sono entrambi candidati nella stessa lista, ma essendo entrambi dello stesso sesso la seconda preferenza (Bianchi) viene automaticamente annullata. Rimane in questo caso valida sia la preferenza a Rossi, sia il voto alla lista che al Presidente ad essa collegato.

 

Da ultimo anche alcuni esempi di voto che prevedono l’annullamento della scheda.

Ricordiamo che per poter esercitare il diritto al voto è necessario recarsi al seggio elettorale muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento valido.

Nel caso in cui sia stata effettuata una qualsiasi variazione di domicilio nell’arco dell’ultimo anno, è possibile che non sia stato inviato alla residenza dell’elettore alcun talloncino aggiuntivo che indichi il nuovo seggio elettorale di appartenenza, motivo per cui gli elettori non risulteranno più negli elenchi del vecchio seggio indicato sulla tessera elettorale. In quel caso, nel momento in cui non si viene trovati negli elenchi del vecchio seggio, è sufficiente rivolgersi al messo comunale (normalmente si trova all’entrata della scuola) che provvederà a chiamare contestualmente l’ufficio elettorale centrale e comunicare all’elettore il numero del nuovo seggio di appartenenza e l’indirizzo della scuola presso cui recarsi a votare.

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