

Mercoledì 13 ottobre presso la Sala conferenze dell’Accademia di Romania la presentazione multimediale
Mercoledì 13 ottobre 2010, alle ore 18,30, presso la Sala conferenze dell’Accademia di Romania in p.za José de San Martin n 1, si terrà la presentazione multimediale di “Le icone su vetro contadine di Transilvania” a cura di Giovanni Ruggeri, autore del libro "Le icone su vetro di Sibiel", ed. Città Aperta 2008.
Interverranno: S.E. Rev.ma Siluan, vescovo del la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Padre Federico Lombardi Direttore Sala stampa vaticana e portavoce di Sua Santità Benedetto XVI, Giovanni Ruggeri.
L’occasione, veramente preziosa, è una delle tante offerte dall’Accademia di Romania in Roma, per dissolvere sempre più quella sorta di barriera mediatica ancora esistente a vent’anni dal crollo del Muro di Berlino con i paesi dell’ex blocco socialista, benché molti dei quali siano già appartenenti alla UE come la Romania, terra affascinante, ricca di storia, cultura e tradizioni.
La pittura di icone contadine su vetro in Transilvania, tra i primi decenni del 1700 e gli anni a cavallo delle due guerre mondiali, costituisce una bellissima pagina di cultura popolare e religiosa romena pressoché sconosciuta in Italia e in Occidente. Tra le collezioni sopravvissute alle ingiurie della storia, quella allestita ed esposta presso il Museo di Sibiel – grazioso villaggio a pochi chilometri dalla città di Sibiu – è tra le più significative e più preziose per le circa 600 icone esposte e per l’eccezionalità delle condizioni che ne hanno visto il sorgere.
Il Museo delle icone su vetro di Sibiel è stato realizzato all’inizio degli anni Settanta, in piena epoca comunista, da un geniale e santo prete ortodosso, padre Zosim Oancea, che ha saputo coinvolgere un intero villaggio contadino nella realizzazione di questo Museo, capolavoro di cultura e spiritualità. Il sacerdote (morto nel 2005, amico di grandi protagonisti della cultura romena) ha saputo raccogliere e convogliare in questa opera le sue migliori energie umane e spirituali, dopo ben 15 anni di carcere e lavori forzati negli anni della persecuzione da parte del regime comunista di Ceausescu (1948-1963) ha lasciato nel suo testamento spirituale questa testimonianza: “I comunisti hanno voluto fare un’esperienza materialista e dimostrare che la materia è tutto. È successo il contrario. Gli uomini sono morti ma non hanno abiurato la loro fede, non hanno rinnegato Dio. È questa la grande esperienza che io ho vissuto […] Alla fine, se il mondo ha potuto sopravvivere e se noi abbiamo vinto, è anche grazie a questo grande sacrificio, a tutti quelli che sono morti nelle prigioni”.
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