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Le “quasi insegnanti” della Scuola dell’Infanzia nel Comune di Roma

Le vincitrici del concorso chiedono ciò che le spetta: lavorare

Parlo a nome di tutte quelle poche ed insignificanti persone che, come me, hanno superato il concorso pubblico per 150 posti di insegnante della Scuola dell’ Infanzia del Comune di Roma e che sono state “mollate li’” a se stesse, da amministrazione e sindacati. Siamo convinte che il motivo di questo “abbandono” sia riconducibile al fatto che a nessuno interessi battersi per soli 195 voti. Battersi per noi è quello che qualche sindacato (se non tutti) avrebbero dovuto fare, per i nostri diritti costituzionali.
L’assunzione degli idonei al concorso pubblico, accanto e parallelamente alla tanto famosa stabilizzazione, è ciò che avrebbe dovuto fare l’amministrazione.
Invece, noncurante della nostra. presenza, ha stabilizzato e stabilizzerà, facendoli divenire insegnanti di Scuola dell’Infanzia, tutti coloro che – precari – hanno prestato servizio nell’amministrazione comunale (persino coloro che hanno lavorato sui pulmini), ma senza le relative competenze.
Noi che, invece, abbiamo superato un apposito e difficilissimo concorso pubblico, per svolgere una professione così delicata, con tutti i requisiti richiesti (titoli di studio, ecc.), resteremo a guardare. E ancora per poco, visto che, oramai, si avvicina la scadenza della graduatoria. Agata

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