

I Fatti e i Misfatti di marzo 2010 di Mario Relandini
Le truppe di re Silvio e quelle di re Franceschiello
"La lista del Pdl per la provincia di Roma – è esploso il caso – rischia di non essere ammessa alle prossime regionali perché, come sembrerebbe, presentata in ritardo".
Viene spontanea una considerazione: ammesso pure che il "cavaliere azzurro" sia uso procedere rapidamente nei suoi movimenti strategici, alla sua fanteria, invece, pesa così il sedere, evidentemente, da non riuscire ad arrivare neppure in tempo ad uno dei più facili e normali posizionamenti sul campo di battaglia. Le truppe di re Silvio, insomma, addirittura molto peggio delle sciamannate truppe di re Franceschiello.
Gianfranco “double face”
"Bisogna fare attenzione – si è indignato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini – a tutte queste intercettazioni che spesso provocano danni inimmaginabili".
Ma come? Gianfranco Fini, fino a ieri, aveva sostenuto con forza che le intercettazioni non si dovessero toccare per non legare le mani ai Pubblici ministeri e, dunque, per non condizionare l’indipendenza della Magistratura. Che cosa è allora successo? L’antincercettatore Silvio Berlusconi lo ha portato, alla fine, sulle sue posizioni? Macché. Gianfranco Fini è sì arrivato sulle stesse posizioni di Berlusconi, ma non perché da questi convinto: perché coinvolto a sua volta, in una intercettazione, durante una telefonata tra il faccendiere Gennaro Mokbel e il presunto boss della ‘ndrangheta Franco Pugliese.
Italia, amore loro
"Oggi, lunedi primo marzo, sono uscito di proposito – mi ha raccontato un amico – per andare a sentire sul bus, alla posta, al tavolino del bar, al mercato quali fossero i discorsi della gente. Non ho sentito una parola sul tragico terremoto in Cile, sulle disastrose inondazioni in Vandea, sull’italiano Sergio Cicala che rischia di essere ucciso dai suoi rapitori in Malì, sulla Grecia che potrebbe rigettare il mondo in un disastro economico, sulla disoccupazione crescente dei giovani, sullo sciopero degli immigrati, sulla pioggia di 5 in condotta tornati in tutte le scuole, sulla nuova bufera di corrotti e di corruttori, sul mancato accoglimento della lista del Pdl nella provincia di Roma".
Non è difficile immaginare – ho interrotto il mio amico – di che cosa tu abbia sentito parlare. E gli ho fatto questo elenco: il rigore che c’era o non c’era all’ultimo minuto della partita di calcio Napoli-Roma, la nuova crisi della Juventus, perché non fare giocare Zarate nella Lazio, l’ amichevole di mercoledi Italia-Camerun senza Cassano, le passerelle di moda a Milano, il trauma segreto di De Niro abbandonato da bimbo dal papà gay, le comparsate del pupo e del principe in tutte le trasmissioni tv, lo scandalo-non scandalo del televoto al "Festival di Sanremo", le sceneggiate presenti, passate e future al "Grande fratello" e all’ "Isola dei famosi". Il mio amico ha assentito con la testa e ha confermato tutto. Ma lui non è un nostalgico bacchettone. E, conoscendo la mia gente, io non sono un magico indovino. Nessun nostalgico bacchettone, quindi, nessun magico indovino. Soltanto l’immatura Italia dei blà blà. L’Italia amore loro.
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