

L'auto sta nuocendo gravemente alla salute di milioni di persone, ma noi la stiamo accogliendo a braccia aperte, incoscienti e incuranti
Cari politici, miei concittadini, assessori, presidenti e consiglieri dei municipi Romani, vi scrive un semplice cittadino, vi prego di visionare per intero questa lettera che è rivolta a voi ma anche a tutti i cittadini romani, vi prego di leggerla con gli occhi della comprensione, abbiate pazienza, senza pregiudizi affrettati, prendetevi con calma il tempo che vi serve, vi concedo un giudizio soltanto alla fine della lettera dopo averla letta tutta.
E’ arrivato il momento di mettersi in gioco, ma davvero! sul serio!!! Più passa il tempo e più mi accorgo che mi sto addormentando, ogni tanto mi arriva qualche segnale che mi scuote, che mi risveglia. Noi cittadini romani non siamo molto consapevoli di vivere in una città occupata, invasa dalle auto, più passa il tempo e più ci addormentiamo, non ce ne accorgiamo e se ce ne accorgiamo, un istante dopo ci riaddormentiamo.
Roma in questi decenni è stata progressivamente occupata dalle auto, sul serio, se calcoliamo lo spazio urbano, pubblico a cielo aperto accessibile all’uomo a piedi (eccetto ville, parchi e aree verdi), credo che di giorno, almeno i 2/3 di questo spazio sia occupato dalle auto in transito o in sosta non importa, di notte il rapporto scende, ma sostanzialmente la situazione resta gravemente seria e preoccupante, smettiamola di sdrammatizzare, ridimensionare, chiudere gli occhi e non guardare la realtà che ci circonda, ammettiamo la realtà che ci circonda e ravvediamoci.
A Roma l’uomo, il pedone è diventato un elemento d’intralcio, di impiccio, dà fastidio, è scomodo, è un ostacolo per gli automobilisti, ci rendiamo conto di questo? o no? quanto ancora dovremo aspettare per risvegliarci da questo sonno d’inconsapevolezza, a Roma l’uomo è arrivato a rinnegare se stesso, l’uomo è d’intralcio a se stesso!
La gente per respirare un po’ di più e vivere una vita più a misura d’uomo è costretta a spostarsi a vivere sempre più in periferia. L’uomo non ha più posto per se stesso, lo spazio che a Roma c’era 70 ani fa’ ora non appartiene più alla collettività, ora è occupato, si chiama spazio pubblico ma in realtà è occupato da mezzi privati, in gran parte auto private, ognuno si fa’ i cavoli suoi e pensa solo ai propri interessi, le auto private appartengono a un individuo o più di uno ma in realtà occupano lo spazio pubblico, di tutti.
Roma è soffocata dalle auto, è un’invasione storica, un cavallo di Troia che pian piano si è fatto strada nella città conquistata, presa in potere e la sta lentamente divorando, consumando, noi siamo diventati servi e schiavi delle nostre auto, non lo vogliamo ammettere ma è così.
L’auto sta nuocendo gravemente alla salute di milioni di persone, ma noi la stiamo accogliendo a braccia aperte, incoscienti e incuranti di tutto ciò!.
Roma è così, è conosciuta in tutto il mondo per il suo tasso uomo/macchina oltremisura, altre metropoli europee non stanno ai nostri livelli, si sono aperte al trasporto pubblico, hanno puntato molto di più sulla mobilità sostenibile e sulla buona qualità dei servizi, treni, metro, tram, filobus, bus ibridi, campagne di sensibilizzazione, corsie preferenziali, piste ciclabili ovunque, bike sharing, sono solo alcune delle iniziative che vanno promosse con un impegno forte, energico, vigoroso e perseverante! A Roma invece c’è la politica del "proviamo e vediamo coma va’ ".
Le altre metropoli europee si sono svegliate e si sono date molto da fare, molto prima di Roma, si sono accorte del pericolo in arrivo, dell’impatto ambientale che le auto private avrebbero avuto sulle città e non hanno permesso che ciò avvenisse, o hanno comunque reagito decisamente a tutto ciò.
Pensare che nello spazio occupato da un posto auto si possono disporre ordinatamente fino a 8 bici!
Se a Roma vedessi una persona da sola su un tandem mi sorgerebbe spontanea la domanda? perchè quel tale usa una bici a due posti quando ne occupa uno solo? è uno spreco di energia, a meno che quella persona non stia passando a prendere qualcuno. Se a Roma vedessi un uomo da solo su un risciò a 4 posti, mi sorgerebbe spontanea la domanda, chi glielo fa’ fare a quello di sprecare le sue energie per mettere in moto tutta quella massa, quel carrozzone.
In entrambi i casi i due soggetti potrebbero utilizzare una bici singola, risparmierebbero energie e occuperebbero meno spazio.
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E invece no, a Roma abbiamo le manie di grandezza, ci sono state inculcate dalla pubblicità, dai media, dalla società, dal nostro costume attuale.
Ai giorni nostri ci viene imposto di essere competitivi, si fa’ gara a chi ha l’autovettura più grande, più voluminosa, più ingombrante, più alta, più lunga, che inquina di più, che ha più posti, più l’autovettura è di impaccio, scomoda, inagibile e poco praticabile nella realtà cittadina e meglio è, è una logica folle, pazza, esagerata, io non so dove arriveremo se non fermeremo questo disastro avanzante che va contro ogni logica, contro l’uomo, l’ambiente, la natura, il paesaggio….
Se consideriamo la maggiorparte dei romani che utilizzano l’auto ogni giorno, noteremmo che per il 90% dei casi la utilizzano da soli, per andare al lavoro o fare altri giri. Siamo malati dobbiamo ammetterlo, giriamo con questi carri armati supermoderni superaccessoriati superequipaggiati per tutte le evenienze, per tutte le calamità naturali dalle tempeste del Polo Nord agli aspri pendii delle montagne tibetane, contro ogni avversità possibile immaginabile, così vediamo i SUV 4×4 con il parabufali frontale e vetri oscurati nel pieno centro di Roma su una semplice e indifesa strada asfaltata di città!! ma dove siamo!? i romani sono terrorizzati dalle catastrofi climatiche che vedono nei telegiornali e si stanno preparando al peggio correndo affannosamente dal concessionario per comprarsi nuove auto superattrezzate, non si sa mai!!
E poi ci lamentiamo che a Roma c’è traffico, non si trova mai posto! La gente non vuole svegliarsi, non vuole crescere, non vuole cambiare, vuole tenersi i suoi giocattoli, sarebbe troppo doloroso aprire gli occhi e svegliarsi. E’ meglio continuare a dormire e continuar a vivere in questo modo.
Voi politici avete il compito di svegliare la gente, se volete bene ai romani le sveglierete altrimenti continuerete a fare i vostri interessi e gli interessi delle case automobilistiche e delle lobby petrolifere.
Il problema non è il traffico, i parcheggi, lo smog, il problema siamo noi, non ce ne volgiamo render conto, è meglio continuare a dare la colpa a qualcun’altro.
La politica non sta facendo altro che incentivare nuovi acquisti di "auto sempre più ecologiche", che illusione!
Cari politici, il cambiamento nasce dal basso, bisogna prima promuovere campagne che parlino alle menti dei romani, il passo successivo è riappropriarsi degli spazi occupati, promuovere una cultura della bicicletta, ma sul serio, i romani ridono quando parlo della bicicletta.
No ci siamo mai chiesti perché al nord Italia stiano messi un pochino meglio di noi, rispetto al traffico cittadino e alla mobilità ? conoscono e utilizzano la bicicletta! la mettono in pratica nella loro giornata, nella loro vita. Ogni ciclista per strada è un auto in meno, il famoso motto ONE LESS CAR.
I comuni del nord finanziano e realizzano piste ciclabili. Noi invece continuiamo a viziarci da bravi borghesini rincretiniti, un romano anche per fare 300 metri usa l’automobile, a volte ci facciamo pena persino a noi stessi.
Per ora ho visto molti progetti di Biciplan, non escludo che alcune piste siano già state realizzate, ma io le voglio vedere realizzate, altrimenti siamo tutti bravi a chiacchierare, ad annunciare lavori ai giornali che poi rimangono quasi sempre e soltanto sulla carta.
A Roma non si fanno le piste ciclabili, si continua a occupare suolo pubblico facendo parcheggi auto a cielo aperto, non si fa’ altro che leggittimare e confermare i parcheggi auto abusivi. Di esempi ce ne sarebbero svariati.
I parcheggi, se proprio dobbiamo farli, faciamoli sotto terra e non in superficie, fra le due carreggiate dei sensi di marcia! Secondo voi, cari politici è normale che a Roma una famiglia di 5 persone abbia 4 automobili? Se continuiamo a concedere posti auto, questi non basteranno mai!!! stiamo arrivando pian piano a legittimare un posto auto per ogni romano, questo è assurdo!
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Dobbiamo cambiare mentalità, i romani devono cambiare mentalità, è quanto mai urgente e necessario per fermare questa lenta distruzione di massa. I romani non credono nella bicicletta come mezzo di trasporto cittadino, e in fondo, in fondo…. anche voi politici non ci credete….ammettetelo!
In altre città ci hanno creduto e la situazione è cambiata, basta aprirsi e accogliere questa valida alternativa, noi abbiamo paura di questi cambiamenti!
Il primo passo per un cambio di mentalità è l’autosservazione, l’autocritica, essere sinceri con se stessi e ammettere che la situazione effettivamente così non va, non può andare! Dobbiamo ammetterlo, siamo stati viziati, abituati a dover dipendere dall’auto in tutto, fra carburante, assicurazione, manutenzione l’auto diventa una schiavitù, ai giorni d’oggi si va a lavorare per mantenersi un’auto, poi se avanza qualcosa dallo stipendio si pensa anche al proprio sostentamento.
L’auto ci è stata presentata dai media e dalla società come oggetto indispensabile per la vita umana, non è vero, è utile ma non indispensabile, buona parte degli spostamenti che noi facciamo sono di breve percorrenza, potremmo farli in bici, altri spostamenti si potrebbero fare con i mezzi pubblici se esistesse una fitta rete di metropolitane e trasporti pubblici efficienti che funzionassero a dovere, in alcune città queste parole non sono sogni o utopie sono la realtà di tutti i giorni, quello che sto dicendo non è impossibile è vero e reale, sto parlando di grosse metropoli europee, molto simili a Roma.
Conosco un ragazzo che viene dalla Romania, mi ha detto che in famiglia sua, in Romania, non hanno l’automobile, si fa’ tutto in bicicletta più o meno attrezzata e articolata a seconda delle esigenze.Dobbiamo riscoprire la forza umana in ognuno di noi, pensiamo che non esista, invece la forza che in noi è come un muscolo che si attiva soltanto se decidiamo di utilizzarlo, ha un potenziale di sviluppo che va oltre le nostre aspettative, ci sorprende!.
Voi politici siete i primi che dovete trasmetterci questi segnali di cambiamento, siete voi che avete il compito di darci il buon esempio, non sarete mai credibili se combattete in nome dell’ambiente, la mobilità sostenibile, l’ecologia, e poi non vi vediamo andare al lavoro in bicicletta.
Il cambiamento inizia da voi per primi, un politico ecologista che va a lavoro in auto è incongruente, incoerente con le stesse due idee. Bisogna invece andare fino in fondo e mostrare ai cittadini un vostro impegno nei loro confronti, in che modo, andando a lavoro in bicicletta. Questo è un segno concreto di cambiamento, non esistono mezze misure.
Allora i politici forse i politici potranno immedesimarsi nel ciclista, potranno capire a livello più profondo le esigenze di un cittadino, le esigenze urgenti di questa città martoriata dagli automezzi, dall’inquinamento atmosferico, acustico. Da qui sorgerà la motivazione che spingerà un politico ad agire fermamente con consapevolezza e responsabilità.
Voi politici con il vostro operato rispondete di grosse responsabilità nei confronti dei romani e di questa città, verrete ricordati per quello che avete fatto. Nei libri di storia, e nella memoria dei romani potrete esser ricordati come coloro che presero in mano la situazione e agirono per salvare la città dall’oppressione delle auto; come coloro che rivoluzionarono la concezione di traffico, di spostamento, di mobilità urbana romana; come coloro che innescarono una svolta epocale nella città di Roma, oppure semplicemente potreste accontentarvi di esser ricordati come coloro che continuarono a fare quel che avevano fatto i loro ultimi predecessori, incuranti della situazione rovinosa che dominava la città.
Le biciclette di adesso ce ne sono per tutti i gusti, se ne trovano anche di biciclette leggere, ruote da strada, con le marce che se usate bene consentono di affrontare ogni pendenza, basta conoscerle e imparare a utilizzarle. Una catena e un lucchetto, una mascherina antismog, qualche altro accorgimento, con una spesa di 300 euro ce la possiamo cavare bene, e se ci pensiamo 300 euro cosa sono rispetto a 15000 euro di una nuova utilitaria? Quante persone si potrebbero far felici? la manutenzione si può imparare da soli, altrimenti ci si affida a un meccanico della bicicletta. Il tutto ci costerebbe molto meno rispetto ai costi di utilizzo e manutenzione di un’auto.
Ma a noi ci piace continuare a spendere i nostri soldi, continuare a soffrire e continuare a lamentarci sempre. Con la bicicletta si può affrontare l’inverno, la pioggia, esistono degli accorgimenti, che riguardano l’attrezzatura della bicicletta e del ciclista, l’abbigliamento, la giusta copertura, nel nord Europa queste cose sono pane di tutti giorni.
A questo proposito consiglio di dare un’occhiata all’Enciclopedia Di Sopravvivenza Metropolitana che da i giusti consigli ai ciclisti urbani: http://www.inventati.org/montesacriticalmass/images/en_ciclo_pedia_versione_lettura.pdf
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Decidete voi cari politici!, nel frattempo Roma sta perdendo la sua vera identità, in parte l’ha già persa, andrà recuperata da qualcun’altro se voi politici non ve ne mostrerete capaci, Roma deve riscoprire se stessa, deve tornare alla lode delle sue antiche origini e della sua storia, che in questi anni è stata offuscata, nascosta, calpestata, oltraggiata, disonorata, disprezzata da coloro che vivevano nelle tenebre dell’ignoranza all’oscuro dalla conoscenza della grandezza di questa città.
A voi la scelta, da quale parte volete stare? O per il vero bene dei cittadini e per la loro salute, oppure contro di loro e contro la città che sta lentamente morendo……
Sono sicuro che potrete mettervi in moto sin da subito, affido a voi il presente e il futuro di questa città, grazie per l’attenzione, buon lavoro!
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