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Lo “scoop” della Giustizia sulla morte di Calvi – L’Antonio malato – Italia-Magistrati 1-0

I Fatti e i Misfatti di luglio 2010 (V) di Mario Relandini

Lo "scoop" della Giustizia sulla morte di Calvi

"Il banchiere Roberto Calvi – questa la motivazione di una ennesima sentenza dell’italica Giustizia – fu ucciso, il 17 giugno 1982 a Londra, e non si suicidò".

Ma va? Buongiorno, italica Giustizia. Buongiorno ventotto anni dopo dal giorno che l’assassinio del banchiere Roberto Calvi era apparso già, prove alla mano, un fatto più che certo.

L’Antonio malato

"Io boss mafioso? – si è difeso, una volta arrestato insieme ad altre trecento persone nell’ambito della maxi-operazione Milano-Reggio Calabria, il direttore sanitario della Asl di Pavia, Antonio Chiriaco – Ma che dite? Io sono stato sempre affascinato morbosamente dalla voglia di farmi credere un malavitoso soltanto per vedere l’effetto che avrebbe fatto in chi mi avesse ascoltato. No, non sono e non sono mai stato un boss. La mia è sempre stata una vera e propria patologia. Io, insomma, sono solamente un malato".

I magistrati chiamati a giudicare Antonio Chiriaco accetteranno, presumibilmente, la tesi della malattia. Solo che emetteranno, sempre verosimilmente, una diagnosi diversa: paraventite acuta, altro che morbosa millanteria.

Italia-Magistrati 1-0

"Quando i Magistrati lo hanno convocato per il primo interrogatorio su certi fattacci legati alla discarica di Bellolampo – si è saputo – il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha mandato a dire che non avrebbe potuto essere presente, quel giorno, per "impegni istituzionali".

E’ giusto che tutti sappiano quali siano stati quegli imprescindibili "impegni istituzionali" del sindaco Cammarata: essere presente, in Sudafrica, alla partita dei mondiali di calcio Italia-Paraguay.

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