Lo stadio della As Roma entra nel vivo: il progetto arriva in Campidoglio

A comunicarlo è stata la stessa AS Roma, che ha parlato di un passaggio fondamentale verso la realizzazione di uno degli impianti sportivi più ambiziosi d’Europa

Il momento atteso da anni è arrivato in punta di piedi, senza luci della ribalta né presentazioni spettacolari.

Nel tardo pomeriggio di martedì 23 dicembre, una semplice Pec ha segnato uno spartiacque nella lunga storia del nuovo stadio della Roma: il Progetto di fattibilità tecnico-economica è ufficialmente arrivato sui tavoli del Campidoglio, indirizzato al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia.

Niente modellini da esibire, nessuna conferenza stampa. Solo documenti, tavole e relazioni tecniche che certificano un fatto politico e amministrativo preciso: il progetto dello stadio di Pietralata entra nella sua fase più concreta.

Per ore, in Campidoglio, si è respirata l’attesa. Nel primo pomeriggio Gualtieri e Veloccia, parlando con l’agenzia Agi, avevano lasciato intendere che tutto fosse pronto. Poi, nel tardo pomeriggio, la conferma.

A comunicarlo è stata la stessa AS Roma, che ha parlato di un passaggio fondamentale verso la realizzazione di uno degli impianti sportivi più ambiziosi d’Europa.

Il PFTE rappresenta infatti la base su cui si costruirà il progetto esecutivo: il risultato di un lavoro lungo e complesso, fatto di studi, simulazioni e valutazioni, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e al rapporto con il territorio.

Dalle prime informazioni diffuse dal club emergono gli elementi identitari del futuro stadio. Il più simbolico è la Curva Sud, immaginata come una struttura monumentale, la più grande del continente, pensata per diventare il cuore pulsante del tifo romanista.

L’architettura guarda alla tradizione di Roma, reinterpretandola in chiave contemporanea, mentre gli spazi interni saranno concepiti per vivere lo stadio ogni giorno, non solo nelle domeniche di campionato.

Il progetto, però, non si ferma al calcio. Pietralata è al centro di una visione più ampia che punta a ridisegnare un intero quadrante urbano.

Mobilità, sostenibilità ambientale, servizi e integrazione con il quartiere sono parti centrali dell’intervento, con l’obiettivo dichiarato di creare un nuovo polo sportivo e sociale per la città.

Nella sua nota ufficiale, la società giallorossa ha voluto ringraziare il sindaco Roberto Gualtieri per il sostegno e la collaborazione, sottolineando il lavoro condiviso con Roma Capitale e con tutte le istituzioni coinvolte. Un clima che, almeno in questa fase, appare improntato alla collaborazione più che allo scontro.

Dal Campidoglio arriva infatti una risposta carica di soddisfazione. Per Gualtieri, la consegna del progetto è un passaggio decisivo per un’opera attesa da decenni, che va oltre lo stadio in senso stretto.

Nelle sue parole, Pietralata rappresenta una grande occasione di rigenerazione urbana, capace di migliorare la mobilità, i servizi e la qualità degli spazi pubblici.

Il sindaco ha poi rivolto un ringraziamento diretto alla famiglia Friedkin, definendo il loro investimento uno dei più importanti mai visti nel panorama sportivo italiano.

Un impegno che, secondo il primo cittadino, potrà consentire alla Roma di compiere un salto definitivo di qualità e di consolidare la propria presenza ai vertici del calcio internazionale.

Ora il percorso entra nella fase più delicata: valutazioni tecniche, procedure amministrative e passaggi istituzionali.

Ma dopo anni di stop, rinvii e ripartenze, una cosa appare chiara: lo stadio della Roma non è più solo un’idea. Su Pietralata, almeno sulla carta, ha finalmente iniziato a prendere forma.

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