

Fatti e misfatti di settembre 2013
Lo Stato di diritto e quattro milioni di innocenti
“In Italia – ha dichiarato, convinto il “premier” Enrico Letta – lo Stato di diritto funziona”.
Il “premier” Enrico Letta però, più che fidarsi di suggeritori interessati, non farebbe male a leggersi una seria ricerca del Censis dalla quale risulta che, dal dopoguerra ad oggi, ben quattro milioni di italiani, coinvolti in inchieste giudiziarie, sono poi risultati – alcuni perfino dopo oltre vent’anni – completamente innocenti. Quattro milioni, sì, mica quattro o quaranta.
Il primato del “sommerso”
“La percentuale dell’economia sommersa sul prodotto interno lordo – secondo una elaborazione dell’Ufficio studi della Confcommercio – ha ormai raggiunto, in Italia, il 17,4%”.
Più del Messico, ad esempio dove ha raggiunto l’11% e della Spagna dove ha raggiunto il 9,5%. Un primato, dunque, per niente invidiabile e del tutto preoccupante. Per abbattere il quale, però, che cosa si sta facendo? Sembra, almeno per ora, niente di veramente concreto. Per una inaccettabile paura di non avere più il consenso dei “sommersi”? O per l’incapacità di trovare dei rimedi sicuri? Se fosse la prima ipotesi, vergogna. Se fosse la seconda, qualche italico “esperto inesperto” potrebbe essere “mandato in missione” per studiare come, ad esempio, la Norvegia sia riuscita a limitare il “sommerso” allo 0,3%, l’Olanda allo 0,7% e l’Australia allo 0,9%. Le “missioni” costano? Certo. Le loro spese, in questo caso, sarebbero però più che opportune, giustificate e convenienti.
“La Repubblica” sedotta e abbandonata
“Il comitato di redazione – è stato annunciato su “La Repubblica on line” – ha avuto mandato di programmare dieci giorni di sciopero (dei quali uno già ieri) per protesta contro quel piano di ristrutturazione che prevederebbe ben ottanta esuberi tra i giornalisti”.
Il che significa – come su questo “blog” già intuito qualche giorno fa – che la famiglia De Benedetti, pur in vista dei 484 milioni che dovrà incassare da Berlusconi in seguito alla sentenza sul cosiddetto “Lodo Mondadori”, non intende spendere nemmeno un centesimo per il “suo” giornale in crisi. “Ognuno per sé – come ammonisce, insomma, un noto proverbio – e Dio per tutti”. E, se poi Dio non dovesse leggere “La Repubblica”, peggio per la sua redazione. La sua redazione vada pure all’inferno.
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