

La reale pianificazione concertata, il caso inglese. Mentre a Roma ed in Italia la partecipazione al massimo è informazione... tardiva
Nel Regno Unito, paese nel quale vivo e lavoro dal 2000, ogni concessione edilizia viene discussa dai progettisti e dai tecnici delle amministrazioni locali insieme ai residenti nelle aree limitrofe l’area oggetto della concessione.
Essi infatti ricevono dall’amministrazione una lettera di informazione su quanto sta succedendo ai loro confini, inoltre nelle adiacenze dell’area interessata dal progetto viene affisso, un volantino ben visibile che descrive brevemente l’oggetto della concessione e invita chiunque interessato a partecipare all’incontro.
Chi comunque non potesse partecipare puo’ mandare un commento che, se ritenuto rilevante dalla commissione, sarà preso in considerazione nella elaborazione della decisione, sarà incluso nella documentazione inerente la concessione, reso pubblico e consultabile nella locale biblioteca e sarà oggetto di discussione durante la riunione pubblica.
Sono considerati rilevanti i commenti sui seguenti argomenti:
* Il progetto non e’ considerato idoneo per l’area,
* L’immagine e le dimensioni del nuovo edificio non sono consonanti con gli edifici vicini,
* Le proprieta’ circostanti subiscono un diminuzione dell’illuminazione e della privacy,
* Il progetto arreca un aumento del rumore e del disturbo o per l’aumento di traffico o per le attività coinvolte.
Durante la mia attività di architetto mi è capitato di imbattermi in un caso che ritengo emblematico per far capire la potenza di questo strumento di partecipazione popolare.
Collaboravo infatti alla redazione di un progetto per un ricco imprenditore della City di Londra che aveva comprato una vasta proprietà nel Backinghamshire, campagna non lontana dall’aeoreoporto di Heathrow.
L’edificio che il cliente aveva in mente era una grande villa in stile georgiano con cupola centrale, ampio porticato e piscina coperta annessa.
Ad ogni riunione tra il cliente e i progettisti, per quanto il capoprogetto si dedicasse a convincere l’imprenditore sulle difficoltà nell’approvazione di un progetto di tale imponenza, la cupola aumentava di dimensioni.
Nel corso dell’incontro tra il nostro cliente, il progettista, gli amministratori locali e i cittadini furono subito chiare le diverse posizioni: da un lato la apertura degli ammministratori locali nel facilitare in tutti i modi l’ingresso nella comunita’ di una persona di tale rilevanza economica, dall’altra la palese ostilità dei vicini che vedevano costruirsi sui loro confini un edificio di grande imponenza.
In particolare i più aspri commenti furono presentati in commissione da una agguerrita anziana signora confinante, proprietaria di un piccolo cottage.
Ella lamentava la sproporzione del progetto rispetto a tutti gli altri edifici del territorio circostante, la rumorosità dei mezzi meccanici necessari per la costruzione dell’edificio e la pericolosità per la popolazione locale per il passaggio di mezzi pesanti all’interno del piccolo villaggio edificato nel tempo lungo la tranquilla ed unica strada che portava dalla statale al sito ove la villa era prevista.
Molti furono gli incontri per arrivare ad una mediazione tra le parti tanto che il danaroso cliente si impegnò all’apertura di una strada temporanea all’interno del suo terreno per non investire il villaggio del traffico pesante di mezzi e materiali.
Ma nulla poterono fare gli amministratori locali per convincere i residenti a ritirare i molti giudizi negativi.
Furono quindi costretti alla fine ad imporre al nuovo cittadino tali restrizioni e modifiche sul progetto presentato che il cliente decise deluso di vendere il terreno.
Questo è il modo nel quale nel Regno Unito la popolazione tutela il proprio territorio, forse operando con ritrosia nei confronti del nuovo ma certamente sempre con un occhio attento e amorevole verso la loro terra.
Il loro potere nella gestione del territorio è garantito da un processo di approvazione delle concessioni nel quale il cittadino è parte attiva e determinante.
Questo deve far riflettere sulla diversa condizione nella quale si trova la cittadinanza romana che scopre a più di 2 anni di distanza dalla Delibera comunale che dietro l’angolo le amministrazioni comunale e municipale daranno, per compensazione urbanistica, una concessione per la costruzione di 137.500 mc. nel parco Tor Tre Teste – Alessandrino.
La compensazione edificatoria viene definita da Giuseppe Carlos Venuti, padre del nuovo PRG di Roma, una svolta liberale nell’ambito della pianificazione, curioso è il fatto che il paese più liberale d’Europa, il Regno Unito, sia radicato nell’idea che la tutela del territorio nasca dalla partecipazione della popolazione locale.
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