Luca Argentero si mette a nudo a Notti di Cinema a piazza Vittorio

A piazza Vittorio l'attore ospite nello spazio dedicato al ping-pong
di Mariangelo Di Serio - 10 Settembre 2011

A sorprendere il pubblico di Notti di Cinema a piazza Vittorio questa volta è stato Luca Argentero. Il popolare attore, ospite l’8 settembre della kermesse nello spazio dedicato al ping-pong del cinema italiano, si è presentato con semplicità e naturalezza al pubblico rimasto in sala dopo la proiezione del film diretto dal regista Luca Lucini “La donna della mia vita” del quale lo stesso attore è protagonista insieme ad Alessandro Gassman Stefania Sandrelli e Valentina Lodovini.

Con il suo look casual e il viso da bravo ragazzo, Luca Argentero incarna il prototipo del principe azzurro, bello, gentile e in carriera, che piace anche alle mamme.
Un talento quasi scoperto per caso, quello di Luca, che dal reality Grande Fratello è approdato al cinema passando per alcune fiction del piccolo schermo.

Nel film Argentero interpreta il personaggio di Leonardo, un ragazzo timido e sensibile, sfortunato con le donne, coccolato dalla mamma (Stefania Sandrelli) e in continuo contrasto con il fratello maggiore Giorgio (Alessandro Gassman), completamente diverso da lui, forte, sicuro di sé e latin lover. L’incontro con Sara (Valentina Lodovini) cambia la vita di Leonardo che finalmente trova la felicità, ma quando inaspettatamente capisce che l’uomo che ha fatto soffrire Sara è proprio suo fratello, qualcosa di forte scatta in lui, il risentimento, il senso di rivalsa nei confronti della madre, del fratello e della famiglia stessa che l’ha sempre considerato un bambino da proteggere emergono a tal punto da mutare l’indole del ragazzo trasformandolo da un insicuro nerd in un inguaribile tombeur de femmes.

Ed ecco alcune battute scambiate con il pubblico

Perché sei così affezionato a questo film?

Tanti sono i motivi per cui sono legato a questo film. Innanzitutto questo è il terzo film che ho girato con Luca Lucini, che ormai è diventato mio amico. Non solo ma ho ricevuto un bellissimo complimento da parte di Cristina Comencini, quando ha visto “Solo un padre” sempre diretto da Lucini e mi ha detto: “Ho pensato ad un soggetto per un nuovo film, Luca andrebbe benissimo”. Queste parole mi hanno fatto immensamente piacere e la Comencini dopo due anni ha inviato il film. Si tratta di una scrittura del tutto al femminile, parla del ruolo della donna all’interno della famiglia e della società, della donna manipolatrice.

Qual è il rapporto con tua madre?

Sono molto legato a mia madre come ogni ragazzo italiano, ho una sorta di venerazione nei suoi confronti, ora sono nell’età in cui sento di restituire ai miei genitori l’affetto che negli anni mi è stato dato.

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E’ stato difficile interpretare due ruoli?

Beh si. Abbiamo discusso molto sul passaggio da Leonardo nerd a Leonardo sciupa femmine. Fondamentale è il montaggio, è stato complicato ma alla fine abbiamo trovato l’equilibrio giusto per renderlo verosimile agli occhi del pubblico.

In questa stagione sei stato protagonista di “C’è chi dice no” e “Mangia, prega, ama”. Parlaci di queste due esperienze così diverse tra loro.

“C’è chi dice no” è la conferma di un altro rapporto lavorativo, cioè quello con Fabio Bonifaci, il regista di “Lezioni di cioccolato” e “Diverso da chi?”. Questo film è la dimostrazione del fatto che si può fare una commedia deliziosa anche con eleganza, affrontando il problema del lavoro e delle raccomandazioni.
In “Mangia, prega, ama” ho avuto una grande opportunità, cioè capire come funziona un set americano. Hanno solo più mezzi e più soldi. Certamente girare una scena con “Pretty Woman” fa un certo effetto.

Ripercorriamo la tua carriera. Hai interpretato il ruolo del gay per ben due volte. Cosa hai provato nel cimentarti in questo ruolo?

Il primo che mi ha proposto il ruolo del gay è stato Ferzan Ozpeteck in “Saturno contro”. Lui è capace di far recitare chiunque. Ho avuto un grande maestro che sa far rendere gli attori. Diciamo che per me è stato il ‘liberatore’ delle mie colpe televisive. “Diverso da chi?” invece è una commedia deliziosa che racconta il mondo della politica e delle minoranze. Ma qual è la minoranza? Chi lo può dire, cosa è la normalità e cosa invece non lo è?

Sei reduce di un film girato in Francia diretto da Michele Placido con il quale hai già lavorato in “Il grande sogno” e ultimamente hai recitato nella fiction televisiva dedicata al pugile Tiberio Mitri e nel sequel di “Lezioni di cioccolato”.

Si, la fiction sulla storia del pugile Tiberio Mitri uscirà il 25 settembre su Rai Uno, mentre per “Lezioni di cioccolato 2” bisogna aspettare novembre. Lavorare con Michele Placido, sicuramente è impegnativo, lui è bravissimo, sa far recitare anche i sassi. Si tratta di un poliziesco, è la storia di un gruppo di rapinatori di banche, ho parlato in francese, anche se non lo conosco. Il capo dei poliziotti è Daniel Auteuil e nel cast ci sono anche altri attori francesi molto bravi. E’ stata una bella avventura e ho fatto la parte del ‘cattivo’.

Tu parli di te stesso con molta umiltà. Com’è possibile far uscire il talento se non hai studiato recitazione?

Molto dipende dalla fortuna. Ognuno di noi in qualsiasi campo ha bisogno di quella. Ho impegnato il 100% del mio tempo e delle mie forze per fare questo lavoro. Per entrare nel Centro Sperimentale bisogna avere al massimo 22, 24 anni e io ormai sono fuori età. Fino a poco tempo fa mi vergognavo a definirmi attore, ora mi sento più sicuro di me. Ho avuto la grande fortuna di scoprire il mio talento in modo del tutto accidentale.

Non c’è attore che ha avuto esito così positivo. Ti ha aiutato qualcuno a scegliere i tuoi ruoli?

Ti posso giurare che a pochi capita di dire di no ad un film. Ognuno di noi si circonda di agenti, staff e si fa consigliare. Ho bisogno di qualcuno che mi dia delle dritte, per noi giovani è importante stare sul set per imparare.

Esiste un tuo metodo per entrare nel personaggio?

Ogni volta è diverso. Dipende molto da quello che leggo. Per esempio con Ozpeteck ho letto “L’idiota” di Dostojeskij, Placido mi ha fatto leggere “Il manuale del giovane comunista” per la mia formazione politica, altre volte mi è servito parlare con le persone, per capire determinate problematiche o stati d’animo.

Una lunga chiacchierata quella con Luca, che si è aperto al pubblico e ha fatto conoscere i suoi lati più nascosti. Grazie e in bocca al lupo, continua cosi!  


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