

Il provvedimento dello scorso 10 gennaio sarebbe scattato per fatti irrisori
Lo accusano di comportarsi secondo il ‘modello Pinochet’ e gli rinfacciano il fatto di non difendere abbastanza la categoria dei lavoratori. L’Ugl non manda affatto giù il provvedimento del sequestro, da parte del sindaco Veltroni,di 96 licenze taxi, con tanto di sigillo al tassametro, scattato a seguito di un blitz notturno dei vigili urbani lo scorso 10 gennaio, e corre a prendere posizione: "Abbiamo inviato al sindaco una lettera per spiegare che molte delle revoche sono state causate da fatti minimali (dalla masterizzazione di CD alla detenzione non autorizzata di una sciabola appartenuta ad un nonno fino al piccolo abuso edilizio) o lontanissimi nel tempo (come la condanna per ricettazione di due pneumatici risalente ai primi anni ’60). –spiega Luca Malcotti segretario romano dell’Ugl – Tutto questo in un Paese dove vengono giustamente considerati riabilitati persone con condanne per terrorismo che possono dunque avere importanti cariche istituzionali, essere consulenti del Comune di Roma o del Governo”.
Secondo il sindacato almeno l’80% dei casi non meriterebbe una punizione così grave, senza contare poi la questione sociale delle famiglie dei conducenti colpiti dal provvedimento: la maggior parte sarebbero monoreddito e l’unica fonte di guadagno deriva proprio da queste licenze. Ad essere contestata è sopratturo il blitz degli uomini dell’VIII gruppo, “una inaccettabile criminalizzazione dell’intera categoria” a detta di Malcotti.
“Di fronte alle false certificazioni, che poi è il reato contestato ai tassisti, si poteva agire con una verifica amministrativa, mandando una raccomandata e chiedendo a ogni singolo lavoratore di chiarire la propria posizione. Invece si è scelto il pugno duro, cosa molto strana per un sindaco che predica in continuazione il dialogo e la serenità".
Ora l’Ugl chiede all’amministrazione tre cose: la revoca immediata delle ordinanze di sospensione, la possibilità di valutare i singoli casi adottando il provvedimento della revoca solo di fronte a fatti oggettivamente gravi, la possibilità per chi è in grado di ottenere la riabilitazione di continuare a lavorare e mantenere onestamente la sua famiglia.
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