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Malasanità: 8 ore di digiuno e nessun intervento

E’ accaduto ad una signora di 58 anni, il 5 maggio, al Centro Traumatologico Ortopedico "Andrea Alesini"

Più di otto ore senza mangiare e senza bere per sottoporsi ad un normale intervento di routine. E poi sentirsi dire di andare a casa e tornare tra due giorni perchè in giornata non sarà possibile effettuarlo. E’ quanto accaduto il 5 maggio 2008 al Centro Traumatologico Ortopedico "Andrea Alesini"  in via S. Nemesio 21 dove una signora 58enne, residente nella Capitale, si è recata per farsi ingessare definitivamente un braccio a seguito di una caduta.



Tutto è iniziato sabato 3 maggio quando Mirella T., dopo esser scivolata in casa, si è recata al Cto con un trauma al polso sinistro. Dopo i dovuti accertamenti le è stata riscontrata la frattura del radio del polso sinistro. Il medico di turno, dopo averle sistemato l’arto e fatto un’ingessatura provvisoria, le ha quindi detto di tornare per effettuare un intervento, con un monitor, al fine di rimettere in sede l’osso e fare il gesso definitivo.



Alle 8 di mattina del 5 maggio si è, quindi, recata all’ ospedale. “Mi hanno detto di venire a digiuno perché dovevano farmi delle analisi e così ho fatto – ha detto la sig. Mirella – e dopo avermi prelevato il sangue e fatto l’elettrocardiogramma mi hanno detto di attendere”. A questo punto è iniziato il calvario. Passavano le ore ma non veniva mai chiamata. Finché alle 16.37, dopo più di otto ore passate in sala di attesa, le è stato detto di tornare a casa perché quel giorno non sarebbe stato possibile effettuare l’intervento. “E’ una cosa indecente, scandalosa – ha dichiarato Mirella T. "Mi hanno lasciato tutto il giorno senza mangiare e senza bere per poi dirmi di tornare mercoledì. E’ questa la sanità che paghiamo con le nostre tasse?”



Arianna

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