Categorie: Costume e Società
Municipi:

Mamma Rai e il povero Cassano – ‘Pollice verso’ al Fili sanremese – Il ‘rosa di Silvio’ – La filastrocca di Tonino – Impar severità

I Fatti e i Misfatti di febbraio 2010 (II) di Mario Relandini

Mamma Rai e il povero Cassano

"Grazie ad Antonio Cassano – ha cinguettato Antonella Clerici durante la prima serata del "Festival di Sanremo" – grazie per essere venuto qui da noi".

L’estroso calciatore Antonio Cassano ha risposto "Prego", ma avrebbe dovuto invece rispondere "Grazie a voi per avermi fatto venire qui". Sì, perché la Rai, per farlo venire lì, ha sborsato, per lui, intorno ai 200 mila euro. Il motivo? Nessuno sembra averlo capito. A meno che mamma Rai non si sia commossa e non abbia deciso di regalare quella cifra, al calciatore miliardario, in modo da consentirgli di comprarsi pane e latte dal 20 al 30 del mese.

‘Pollice verso’ al Fili sanremese

"Italia, amore mio", la canzone presentata al "Festival di Sanremo" da Emanuele Filiberto di Savoia è stata giudicata quasi all’unanimità – come si può leggere su tutti i commenti dei siti internet – con il "pollice verso".

Nessuna pietà, dunque, per il Fili. Che, d’altra parte, sembra proprio essersela andata a cercare. "Italia, amore mio"? si sono chiesti in massa. In effetti avrebbe potuto intitolare la sua canzoncina, più appropriatamente, "Italia, tesoro mio" visto che, appena due anni fa, voleva estorcerle, insieme con il babbino caro, 260 milioni di euro per i danni fatti loro patire dalla Repubblica. E visto che oggi, chissà come e chissà perché, la Rai ha deciso di strapagarlo come protagonista o comprimario di trasmissioni trash. Ma, poi, la faccia tosta. "Io credo sempre… nella giustizia e nel lavoro…" La giustizia che ha mandato assolto non solo una volta il suo genitore e il lavoro cui lui aveva sempre promesso di dedicarsi (allevando perfino oche e maiali in una fattoria in Umbria) e cui, invece, ha più proficuamente sostituito le sue incredibili comparsate televisive? E ancora: "Io soffro le preoccupazioni di chi possiede poco o niente.." Ah, sì? E con quanto ha contribuito, con il suo patrimonio miliardario, alle preoccupazioni e alle sofferenze dei "barboni", dei disoccupati, dei precari, dei terremotati? Ma non è tutto: "Io credo ancora nel rispetto e nell’onestà di un ideale…" Nel rispetto degli altri verso di lui, evidentemente, ma non nel rispetto – visto come continua a presentarsi – verso gli altri. E l’onestà di quale ideale? Quello suo di diventare una "superstar" televisiva o quello di qualche vecchio e nuovo nostalgico che vorrebbe tornare ai bei tempi di Casa Savoia? Ma basta, per carità. Solo un’ultima considerazione: la mancanza di una corona d’oro in testa non può essere giustificata da una patina di bronzo in faccia.

Il “rosa di Silvio”

"Silvio Berlusconi – è la notizia – ha ufficialmente presentato le quattro candidate donne del Pdl a governatrici della Toscana, dell’Emilia Romagna, dell’ Umbria e del Lazio".

Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Lazio sono – come noto – quattro Regioni tradizionalmente "rosse". Silvio Berlusconi, che continua a qualificarsi "uomo del fare", non vuole però apparire, ancora, "uomo dello strafare". Ecco perché, nel tentativo di strappare alla sinistra le quattro Regioni tradizionalmente "rosse", non ha candidato quattro uomini "azzurri" del Pdl, ma quattro esponenti "rosa". Intanto, insomma, dal "rosso" al "rosa". Per non strafare, appunto. Anche perché alla fine – micio micio, cacchio cacchio – sotto a quella "passata" di "rosa" c’è un massiccio strato di "azzurro".

La filastrocca di Tonino

"Il candidato governatore pd della Campania, Vincenzo De Luca, è stato sì rinviato a giudizio per associazione a delinquere, concussione e truffa – hanno pubblicato i giornali – ma ora si sa, anche, che sua moglie è sotto processo per falso in atto pubblico e abuso di ufficio e che suo figlio Piero è sotto inchiesta per reati fiscali".

Insomma, rifacendosi ad una vecchia e nota filastrocca "Indagato il padre, indagata la madre, indagato il nipote del fratello, era indagato pure quello, la famiglia degli indagati". Solo che l’integerrimo Antonio Di Pietro, il quale aveva sempre giurato e spergiurato che mai avrebbe appoggiato la candidatura anche di semplici indagati, ha creduto suo interesse non rifarsi a questa vecchia e nota filastrocca. Si è invece rifatto, per garantirsi qualche "poltona-premio" in caso di vittoria delucana, ad un’altra vecchia e nota filastrocca. Questa: "Fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai l’appoggio a chi può darti di più".

Impar severità

"All’esame di Stato per l’ammissione all’Ordine degli avvocati in Puglia – ha rivelato uno dei commissari chiamati a giudicare gli "scritti" – abbiamo potuto ammettere agli orali soltanto il 30% dei candidati perché di fronte ad errori ed orrori come – ad esempio – "habbiamo" invece di abbiamo, "violenza" delle norme invece di violazione, "applicazione" della personalità invece di esplicitazione, "correzzione" con due zeta".

Decisione, indubbiamente, giusta ed opportuna perché, se tanti aspiranti avvocati non sono capaci di difendere la grammatica, la sintassi e la morfologia, come potrebbero difendere una causa in Tribunale? Anche se, con tale decisione, si è venuta a ledere una sorta di "par condicio giudiziaria": "che c’azzecca" tanta severità, infatti, se non "c’ha azzeccato e non "c’azzecca" tuttora con tanti aspiranti magistrati? 

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento