

Il comico romano al teatro Olimpico porta in scena il "Bel Paese"
Nuovo e vecchio repertorio per Maurizio Battista che, con la sua satira, non risparmia nessuno. Giornalisti, pubblicitari, personaggi dello spettacolo, politici, tutti hanno in sé qualcosa di comico. Tutti rappresentano un pezzo d’Italia. Un paese in piena crisi economica, che a stento arriva alla fine del mese ma, anche, un paese pieno di contraddizioni, nel quale, chissà perché, nessuno vuole rinunciare al televisore al plasma o all’ultimo giocattolo tecnologico.
Battista dal palco del teatro Olimpico, in un ambiente poco ordinario per lui – quasi tutti siamo abituati ad ascoltarlo nelle piazze – appare sempre più maturo professionalmente, ma anche molto emozionato: parla con il pubblico, improvvisa, coinvolge, censura i suoi stessi pezzi alla presenza di bambini, e, come sempre, è dalle risposte del pubblico che trae la sua massima “ispirazione”.
Ad una platea estrememente eterogenea, composta sia dal cittadino di S. Basilio che dall’imprenditore dei Parioli, Battista dedica una comicità a 360°. Dopo aver mostrato, in due ore di show, i vizi e le virtù degli italiani, decide di affidare al famoso poeta romano Trilussa l’epilogo del suo spettacolo sfoderando il suo ennesimo “asso nella manica”.
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