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Memoria indelebile a Saxa Rubra: il murale che ridà voce a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Nell'edificio che ospita la sede del TG3 al lavoro gli street artist del collettivo Laika

Una parete che diventa memoria. Un volto che torna a vivere tra le linee e i colori di un murale. A oltre trent’anni dall’assassinio a Mogadiscio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, un’opera d’arte urbana sta nascendo nel cuore dell’informazione Rai, a Saxa Rubra, per dire che il tempo può passare, ma la ricerca della verità non si spegne.

Il 24 maggio, giorno in cui Ilaria avrebbe compiuto 64 anni, le prime pennellate hanno iniziato a trasformare una facciata della sede del Tg3. Lì dove ogni giorno giornaliste e giornalisti raccontano il mondo, i volti di Ilaria e Miran stanno tornando a farsi vedere. A guardarci. A chiedere ancora giustizia.

“Vogliamo farti un regalo speciale: un murale a Saxa Rubra per ricordare te e Miran”, ha scritto l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. “I vostri volti rimarranno con noi, disegnati sulla facciata del Tg3. Per dire a tutti che noi non archiviamo”.

Parole forti, che suonano come una risposta alle tante ombre mai dissipate. Nel 2017, infatti, la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del caso, citando “l’impossibilità di accertare l’identità dei responsabili”. Ma per chi lavora ogni giorno con microfoni, telecamere e taccuini, quella verità mancata brucia ancora.

Un regalo di colori contro l’oblio

A realizzare il murale è Laika, street artist romana nota per i suoi interventi di impegno civile. Con il suo collettivo, ha scelto di donare a Ilaria e Miran non solo un volto, ma un presidio simbolico, un’icona contro l’oblio.

Non è solo arte. È un atto politico, umano, collettivo.

Ilaria Alpi aveva solo 33 anni quando, il 20 marzo 1994, fu uccisa insieme al cameraman Miran Hrovatin in Somalia, dove stava indagando su traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, forse con implicazioni italiane.

Da allora, verità e giustizia sono rimaste impigliate in decenni di inchieste parziali, errori giudiziari e silenzi pesanti.

Un monito permanente, nel cuore dell’informazione

Saxa Rubra, centro nevralgico dell’informazione Rai, è il luogo perfetto per accogliere questo murale. È lì che ogni giorno si costruiscono notizie, si verifica, si approfondisce.

Ed è lì che Ilaria e Miran avranno finalmente un luogo fisico, visibile, resistente. Per ricordare a chi passa che fare giornalismo può costare la vita, ma il silenzio costa sempre di più.

Come voi, ogni giorno ci impegniamo a cercare la verità,” ha concluso la nota dell’Usigrai. E quella verità, anche oggi, passa anche per una parete dipinta. Che guarda Roma. E grida: noi non archiviamo.

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