“Mi scappa da ridere”, felice ritorno al Sistina di Michelle Hunziker

Il musical è scoppiettante, la protagonista si mette in gioco in versione intimista, sexy, umoristica, invecchiata, ritoccata chirurgicamente e... di schiena
di Elisabetta Ruffolo - 15 Novembre 2011

Dopo “Cabaret” e “Tutti insieme appassionatamente”, felice ritorno al Sistina di Michelle Hunziker con il musical “Mi scappa da ridere”. Il titolo già di per sé racconta le vicende di questo spettacolo.

La storia riguarda e appartiene proprio a Michelle, alla quale spesso viene chiesto “Perché ridi?” “Di cosa stai ridendo?” Per la Hunziker, la risata è anche un modo di comunicare. La risata è il suo mantra, una formula magica, il bidibodibu che spalanca le porte del suo carattere e della sua comunicatività. La sua risata è così contagiosa che trasporta lo spettatore in un mondo inatteso di aneddoti sorprendenti, dove nessuno – soprattutto lei – si prende mai sul serio.

Attraverso generi diversi (canto e ballo) e passando dal musical al monologo, racconta vari momenti della sua vita come una favola, potrebbero essere veri ma anche un’invenzione.

Viene fuori una caratteristica inedita di Michelle Hunziker, l’autoironia. Lo show è scoppiettante, Michelle si mette in gioco in versione intimista, sexy, umoristica, invecchiata, ritoccata chirurgicamente e, come all’inizio della carriera, di schiena.

Michelle interagisce con il Mago Forest (Michele Foresta) in versione virtuale nei panni del folletto Trupolo con cui giocava da bambina.

Lo spettacolo è stata una grande sfida ma anche una bella soddisfazione. E’ bello girare l’Italia e conoscere tanta gente. Calcare il palcoscenico teatrale è un’emozione pazzesca, bisogna creare un’empatia con il pubblico che non manca mai pressoché ovunque.

Il teatro è una palestra “tosta” che regala un’emozione che non ti dà nessun altro mezzo di comunicazione.

Presente in scena un corpo di ballo che rappresenta il mondo delle donne.

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Il Produttore Ballandi ha avuto un sogno ed ha rischiato pur di realizzarlo. La scenografia è ricca di ledwall ed ologrammi. La regia è di Giampiero Solari. Lo spettacolo è scritto da Riccardo Cassini, Francesco Freyrie, Piero Guerrera, Giampiero Solari e dalla stessa Michelle.
 


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