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Milan – Roma 1-0. Una sconfitta che brucia

La Roma esce sconfitta da San Siro nonostante una buona prestazione

La Roma perde immeritatamente a San Siro contro il Milan per 1-0 giocando un primo tempo in cui meritava almeno tre gol e poi sbaglia il calcio di rigore del pareggio.

Gasperini conferma praticamente la stessa squadra del secondo tempo con il Parma e schiera quindi Svilar in porta difesa a tre con Mancini, Ndika e Hermoso, centrocampo con Celik, Konè, El Aynaoui e Wesley, Cristante dietro Soulé e Dybala.

La Roma inizia benissimo, Cristante in marcatura su Modric e i due attaccanti a pressare la difesa del Milan fanno si che per i primi 29 minuti i rossoneri non passino la metà campo, mentre è la Roma ad avere un’occasione dietro l’altra. Al 1′ Cristante tira un piattone fuori, al 7′ El Aynaoui anche lui con il piatto fa fare una parare facile a Mignan. Al 10′ è Ndika a battere di testa solo in area su cross di Soulé ma la palla esce di poco.

La Roma è padrona del campo, Celik e Wesley sulle fasce se ne vanno che è una bellezza, Cristante lo trovi dappertutto e Konè e El Aynaoui dominano il centrocampo e continuano così a fioccare le occasioni. Al 15′ Wesley calcia debolmente, un minuto dopo El Aynaoui tira una mozzarella di testa a Maignan. Al 17′ Dybala manda fuori di poco, dopo una bella azione a destra di Celik, tirando di esterno sinistro ma la palla esce di poco. Poi è ancora Wesley al 19′ a impegnare il portiere avversario.

Al 20′ la prima azione del Milan in area di rigore romanista ma la palla va in calcio d’angolo. Ora il Milan prova a ripartire ma al 25′ è sempre El Aynaoui a tirare verso la porta avversaria debolmente. La Roma ha sempre il pallino del gioco in mano e meriterebbe il vantaggio, e i giocatori in campo continuano ad andare avanti, talmente avanti che la squadra si scopre troppo e infatti alla fine arriva l’immeritato gol del Milan. 39′ Celik se ne va sulla destra accompagnato da altri 5 compagni compreso Mancini, purtroppo il giocatore turco perde la palla e il Milan riparte con Leao che approfitta della difesa sguarnita romanista e sgroppa per 50 metri, e mentre i difensori della Roma arrancano all’indietro il fuoriclasse portoghese entra in area, crossa in mezzo e il difensore Pavlovic, che aveva seguito l’azione, solo in area batte Svilar al primo tiro in porta della squadra rossonera.

La Roma accusa il colpo e il Milan ne approfitta continuando con le ripartenze e al 45′ ha l’occasione del raddoppio con Fofana ma la palla esce di pochissimo. Arriva il fischio dell’arbitro che sancisce la fine del primo tempo con la Roma immeritatamente sotto dopo avere tirato 11 volte in porta e aver dominato per oltre mezz’ora la partita.

Nel secondo tempo la Roma sembra ancora scossa e il Milan più sicuro e la partita sembra andare al contrario del primo tempo. Nei primi tre minuti il Milan ha quattro occasioni clamorose per il raddoppio. Ricci tira fuori da poco, poi è Fofana a farsi murare da Svilar. Subito dopo il portiere giallorosso esce bene su Leao, poi para in maniera incredibile sempre su Leao e poi Nkunku che di pancia prende il palo a Svilar battuto.

A questo punto viste le continue ripartenze rossonere Gasperini corre ai ripari facendo uscire Soulé per Bailey e El Aynoui per Pellegrini con lo spostamento di Cristante tra i due di centrocampo.

Con questi due cambi la veemenza del Milan si placa un po’ e la Roma sembra rientrare in partita che ora è più equilibrata. Pellegrini al 62′ ci prova ma ma il suo tiro è veramente molto debole. La Roma ora fa la partita ma la squadra di casa in fiducia è pronta a ripartire in contropiede con Leao in forma strepitosa. Il gioco che la Roma sviluppa sulle fasce non trova uomini in mezzo che possano sfruttare i cross di Celik, Bailey e Wesley.

Al 68′ il Milan va vicinissimo al raddoppio. Sugli sviluppi di un fallo laterale che era della Roma, cross in area per Bartesaghi che Svilar para sulla ribattuta, Ricci colpisce il portiere belga a terra, la palla arriva a Leao che a due metri dalla porta tira a botta sicura ma Hermoso sulla linea respinge e la Roma si salva e ricomincia a macinare gioco girando palla davanti all’area milanista.

Al 78′ sponda di Dovbyk per Pellegrini che viene contrastato fallosamente da Fofana che si prende anche il giallo. Punizione dal limite battuta da Pellegrini e sempre Fofana in barriera colpisce chiaramente con il braccio largo: rigore. Dybala ha nei piedi l’occasione per pareggiare ma si fa ipnotizzare da Maignan che gli para il tiro dal dischetto. Non solo la Roma sbaglia l’ennesimo rigore ma il 21 romanista, come già successo lo scorso anno, si fa male calciandolo e viene sostituito da Baldanzi, con Tzimikas che entra per Hermoso.

La Roma si butta tutta in avanti alla ricerca del meritato pareggio ma le palle che arrivano in area o vengono prese dalla difesa rossonera o i giocatori della Roma sono incapaci di tradurli in tiri in porta. 6 minuti di recupero dove si gioca sui nervi, si fanno tanti cross ma non si tira in porta e alla fine è la squadra di casa a gioire lasciando l’amaro in bocca ai 4000 tifosi giallorossi andati a Milano e ai milioni a casa davanti alla TV.

Nel calcio vince chi segna un gol più dell’avversario non chi gioca meglio e quindi sarebbe il caso che a Trigoria cominciassero a capire che la palla va messa in rete altrimenti tutti gli sforzi fatti valgono zero. Stasera la Roma nei primi 30-35 minuti ha dato una vera lezione di calcio a San Siro e avrebbe meritato di segnare ma davanti si tira con poca cattiveria e alla fine è stata punita.

Se si gioca così bene vuole dire che i dettami di Gasperini la squadra li recepisce, ma forse è la società che non ha recepito questa estate le richieste del suo allenatore che diceva che l’attacco sarebbe stato l’ago della bilancia del campionato romanista, e stasera si è vista l’importanza proprio dell’attacco. Mancano attaccanti solidi e cattivi magari non mancini e che vedono la porta, la Roma macina gioco ma non concretizza e alla fine se si prende un gol in contropiede si perde. Poi se pure Dybala si mangia i rigori, e si fa male per l’ennesima volta e quindi non lo si vedrà chissà per quanto, è difficile vincere.

Partita da romanisti, la storia della squadra giallorossa è piena di queste partite ma è proprio per questo che si dovrebbe correre ai ripari o si dovrebbero costruire una squadra in maniera che tutti i reparti siano a validi. La Roma gioca senza attacco dall’inizio dell’anno ed è emblematico che ogni volta che si va sotto non si recupera, esclusa la vittoria a Firenze, perché davanti si è veramente poca cosa.
Comunque nulla è compromesso, nonostante tutto la squadra è seconda, con Milan e Inter, ad un punto dalla vetta e quindi in piena lotta quarto posto che però difficilmente potrà arrivare se la palla non la metti dentro.
Ora testa all’impegno di giovedì prossimo in coppa dove servirà per forza vincere.


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