Moby Dick al teatro Argentina

Lo spettacolo teatrale con la regia di Antonio Latella, tratto dal romanzo di Herman Melville
di Roberta Diglio - 21 Dicembre 2007

E’ finita il 16 dicembre, al Teatro Argentina, in lungotevere dei Papareschi, la tappa romana della tournée dello spettacolo tratto dal romanzo del 1851 di Herman Melville, ora riletto dalla regia di Antonio Latella, con la co-produzione del Teatro Stabile dell’Umbria e dello stesso Teatro di Roma: Moby Dick. Una delle tappe della tournée partita da Spoleto, e che ha toccato poi Terni, Pistoia, Firenze, Urbino, Fermo e addirittura Parigi, all’Odéon, per poi tornare a Bologna. Ora alte tappe italiane saranno Salerno e Perugia, ma tra l’una e l’altra ci saranno ancora tre giorni fuori dall’Italia, a Lione.
Il copione è opera ancora una volta di Federico Bellini, che aveva già avuto più volte modo di lavorare al fianco di Latella.
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Altri nomi noti a Latella sono quelli di Giorgio Cervesi Ripa, per le luci, di Franco Visioli, per le musiche. L’idea scenografica è invece dello stesso Latella, mentre il progetto dei costumi è per la prima volta affidato a Gianluca Falaschi.

Anche alcuni attori non sono assolutamente alla loro prima collaborazione con il regista: con il maestro Giorgio Albertazzi si era conosciuto nel 2004, ed è proprio in quell’anno che iniziano a lavorare insieme al progetto di Moby Dick. E poi, accanto al maestro, Emiliano Brioschi, Marco Cacciola, Marco Foschi, Timothy Martin, Giuseppe Papa, Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Enrico Roccaforte e Rosario Tedesco.
Lo spettacolo è andato avanti anche quando Marco Foschi, giovane attore co-protagonista assieme ad Albertazzi, nel ruolo di Ismaele, ha avuto un incidente: al suo posto un bravissimo, ma per cause di forza maggiore improvvisato, Rosario Tedesco ha preso il suo ruolo, copione alla mano, dovendo sacrificare però la sua stessa parte. Gli attori accanto a lui saldi nel sostenerlo, sintomo di grande professionalità e di grande forza di gruppo, guidati dal loro regista.

Albertazzi è il capitano Achab, un uomo che ha votato tutta la sua vita, e quella del suo equipaggio, alla ricerca di Moby Dick: alla vendetta nei confronti della terribile balena che anni prima gli ha portato via l’uso delle gambe.

E tutto questo con la regia forte ed espressiva di Latella, con il capitano Achab colorato di una vena letteraria, tanto da segregarlo per maggior parte dello spettacolo nella sua stanza piena di libri, lontana da tutti. E non solo Melville nello spettacolo: ma anche Dante, Shakespeare.

Ismaele, invece, è il giovane che decide di fronteggiare l’ignoto del mare, e del male, che poi racconterà tutta la storia: è l’unico che rimane vivo.

Tutti, moriranno per Moby Dick.


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