

Ospite d’onore della giornata, la sindaca di Caracas, Carmen Meléndez, che insieme al minisindaco Paolo Emilio Marchionne ha firmato un gemellaggio ufficiale tra il Municipio III e il Municipio Libertador
Una statua nel cuore del parco di Montesacro ricorda il passaggio di Simón Bolívar a Roma. Fu proprio qui, secondo la tradizione, che nel 1805 il “Libertador” giurò di liberare il Sud America dall’oppressione spagnola.
Due secoli dopo, quel giuramento è tornato a risuonare, accompagnato dalle note di un’orchestra di giovanissimi.
Sabato 18 ottobre, piazza Sempione si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto per accogliere il concerto della Sinfonica Nacional Infantil de Venezuela, composta da bambini e ragazzi tra gli otto e i tredici anni.
Un evento dal forte valore simbolico, voluto dal Municipio III per celebrare il legame storico con il Venezuela e rinnovare l’omaggio a Bolívar.
Ospite d’onore della giornata, la sindaca di Caracas, Carmen Meléndez, che insieme al minisindaco Paolo Emilio Marchionne ha firmato un gemellaggio ufficiale tra il Municipio III e il Municipio Libertador della capitale venezuelana.
Un patto di amicizia – spiegano dal Campidoglio – “per promuovere scambi culturali, artistici e sociali tra le due comunità, nel segno della memoria e della cooperazione internazionale”.
La firma è avvenuta all’interno della sede municipale di piazza Sempione, proprio nel giorno in cui le note dei giovani musicisti venezuelani riempivano il quartiere con un messaggio di pace e fratellanza.
Ma la giornata non è passata senza strascichi politici. La senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino ha duramente criticato l’iniziativa, definendola “uno schiaffo alla lotta per la libertà e la democrazia del popolo venezuelano”.
“Mentre Marchionne rafforza i legami istituzionali con Carmen Meléndez, già ministro della Difesa nel regime di Maduro – ha attaccato Pellegrino – in Venezuela proseguono le repressioni. È inaccettabile che un’amministrazione romana legittimi chi rappresenta quel governo”.
Parole che hanno acceso il dibattito, trasformando una giornata di festa in un nuovo terreno di scontro politico.
Nonostante le polemiche, la giornata a Montesacro ha avuto un significato particolare: riportare al centro la memoria di Bolívar e il legame tra Roma e il Sud America, nel luogo dove, secondo la leggenda, nacque il suo sogno di libertà.
Un sogno che, tra le note dei piccoli musicisti venezuelani e il calore del pubblico, per qualche ora ha unito idealmente due mondi lontani — Roma e Caracas — tra musica, memoria e diplomazia cittadina.
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